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Gradi di parentela: come si calcolano e quali differenze ci sono con l'affinità

Aggiornamento: 5 giorni fa

Tabella dei gradi di parentela

📑 Indice


Come si calcola il grado di parentela?

Il grado di parentela si calcola seguendo i criteri previsti dagli artt. 74 e seguenti del codice civile. Il metodo consiste nel contare i passaggi che separano due persone, senza considerare il capostipite comune.

In pratica:

  • ogni persona rappresenta un grado;

  • il capostipite comune non si conta;

  • si risale fino all'ascendente comune e poi si ridiscende verso l'altro parente.

Questo sistema consente di determinare con precisione il grado di parentela tra genitori e figli, fratelli, nonni e nipoti, zii e nipoti, cugini e altri familiari.


Tabella dei gradi di parentela

Rapporto di parentela

Grado

Padre – Figlio

Madre – Figlio

Fratelli

Nonno – Nipote

Zio – Nipote

Cugini

Figli di cugini (cugini di secondo grado)

6°*

*Nel linguaggio comune vengono chiamati "cugini di secondo grado", mentre sotto il profilo civilistico il calcolo deriva dal numero dei passaggi previsti dagli artt. 74 e seguenti del codice civile.

Chi sono i parenti di primo grado?

I parenti di primo grado sono le persone unite da un rapporto diretto di filiazione.

Rientrano tra i parenti di primo grado:

  • padre e figlio;

  • madre e figlio.

I fratelli, invece, non sono parenti di primo grado, ma di secondo grado, poiché il calcolo richiede di risalire al genitore comune e poi ridiscendere verso l'altro fratello.

Qual è il grado di parentela tra zio e nipote?

Il grado di parentela tra zio e nipote è il terzo grado.

Per calcolarlo occorre seguire il percorso genealogico:

Nipote → Genitore → Nonno → Zio

Si contano tre passaggi, mentre il nonno, quale ascendente comune, non viene conteggiato come grado.

Per questo motivo zio e nipote sono parenti di terzo grado.

Qual è il grado di parentela tra cugini?

I cugini sono parenti di quarto grado.

Il calcolo si effettua risalendo fino al nonno comune e ridiscendendo verso l'altro cugino.

Schema:

Cugino → Padre → Nonno → Zio → Cugino

Il risultato è un rapporto di quarto grado.

Questa è una delle domande più frequenti nelle successioni ereditarie, nelle pratiche notarili e nelle procedure amministrative.

Cosa si intende per cugini di secondo grado?

Nel linguaggio comune si definiscono cugini di secondo grado i figli di due cugini primi.

Si tratta di persone che condividono un bisnonno comune e il cui rapporto di parentela è più distante rispetto ai cugini primi.

La distinzione può assumere rilievo in materia di successioni, donazioni, dichiarazioni sostitutive e in tutte le situazioni in cui è necessario individuare con precisione il grado di parentela.

Perché è importante conoscere il grado di parentela?

Conoscere il grado di parentela non è solo una curiosità genealogica, ma può avere importanti conseguenze giuridiche.

Il grado di parentela assume rilievo, ad esempio:

  • nelle successioni ereditarie;

  • nell'accettazione o rinuncia all'eredità;

  • nelle donazioni;

  • nell'amministrazione di sostegno;

  • nei permessi lavorativi previsti dalla legge;

  • nei concorsi pubblici e nelle cause di incompatibilità;

  • nei procedimenti giudiziari in cui la legge attribuisce particolari diritti o obblighi ai parenti entro un determinato grado.


– Che cosa si intende per parentela

La parentela è il rapporto giuridico che lega persone che discendono da uno stesso antenato comune. Si tratta di un istituto disciplinato dal Codice Civile e particolarmente importante in materia di successioni ereditarie, diritto di famiglia, donazioni, obblighi alimentari e altri rapporti giuridici tra familiari.

Per stabilire il grado di parentela tra due persone occorre individuare il numero di generazioni che le separano e verificare se il rapporto si sviluppa in linea retta oppure in linea collaterale.


– Parentela in linea retta e parentela in linea collaterale

Prima di comprendere come si calcolano i gradi di parentela è necessario distinguere tra due diverse tipologie di rapporto.

Parentela in linea retta

La parentela in linea retta ricorre quando una persona discende direttamente dall'altra.

Ne sono esempi:

  • padre e figlio;

  • madre e figlia;

  • nonno e nipote;

  • bisnonno e pronipote.

In questi casi il legame familiare segue una linea diretta di discendenza.

Parentela in linea collaterale

La parentela in linea collaterale sussiste invece quando due persone hanno un antenato comune ma non discendono l'una dall'altra.

Rientrano in questa categoria:

  • fratelli e sorelle;

  • zii e nipoti;

  • cugini.

Il rapporto familiare si sviluppa quindi attraverso un comune capostipite.


– Esempi di gradi di parentela in linea retta e in linea collaterale

L'articolo 76 del Codice Civile stabilisce che il grado di parentela si determina contando le generazioni esistenti tra i soggetti interessati.

Calcolo nella linea retta

Nella linea retta il conteggio è particolarmente semplice.

Ad esempio:

  • padre e figlio sono parenti di primo grado;

  • nonno e nipote sono parenti di secondo grado;

  • bisnonno e pronipote sono parenti di terzo grado.

Ogni generazione corrisponde a un grado.

Calcolo nella linea collaterale

Nella linea collaterale occorre invece risalire fino all'ascendente comune e poi ridiscendere fino all'altro parente, senza conteggiare il capostipite.

Ad esempio:

  • fratelli e sorelle sono parenti di secondo grado;

  • zio e nipote sono parenti di terzo grado;

  • cugini primi sono parenti di quarto grado.

La legge riconosce normalmente gli effetti della parentela fino al sesto grado.


– I principali gradi di parentela

Per agevolare la comprensione, riportiamo una sintesi dei principali rapporti di parentela.

Parenti di primo grado

  • padre e figlio;

  • madre e figlia.

Parenti di secondo grado

  • nonno e nipote;

  • fratelli e sorelle.

Parenti di terzo grado

  • bisnonno e pronipote;

  • zio e nipote.

Parenti di quarto grado

  • cugini primi.


– Che differenza c'è tra parentela e affinità

La parentela non deve essere confusa con l'affinità.

L'affinità è il rapporto che lega ciascun coniuge ai parenti dell'altro coniuge. Non deriva quindi da un vincolo di sangue, ma dal matrimonio.

Il grado di affinità corrisponde al grado di parentela che esiste tra il coniuge e il relativo familiare.

Affini di primo grado

  • suocero;

  • suocera;

  • figli del coniuge.

Affini di secondo grado

  • cognato e cognata;

  • nonni del coniuge;

  • nipoti del coniuge.

Affini di terzo grado

  • zii del coniuge;

  • bisnonni del coniuge;

  • pronipoti del coniuge.


– Esiste un grado di parentela tra marito e moglie?

No. Tra marito e moglie non esiste alcun rapporto di parentela né di affinità.

I coniugi sono legati da un autonomo rapporto di coniugio che comporta il sorgere di diritti e doveri reciproci previsti dalla legge, quali l'assistenza morale e materiale, la collaborazione nell'interesse della famiglia e gli obblighi di mantenimento.


– Conclusioni

⚖️ Attenzione: il grado di parentela può avere effetti pratici molto rilevanti. È determinante, ad esempio, nelle successioni ereditarie, nell'accettazione dell'eredità, nelle donazioni, nell'amministrazione di sostegno, in alcuni concorsi pubblici e nei casi di incompatibilità previsti dalla legge.

Conoscere il grado di parentela consente di comprendere quali diritti e obblighi possano sorgere tra familiari e di evitare errori nella gestione di pratiche ereditarie o familiari.


Domande frequenti sui gradi di parentela

I fratelli sono parenti di primo grado?

No. I fratelli sono parenti di secondo grado.

Gli zii sono parenti di secondo grado?

No. Lo zio è parente di terzo grado rispetto al nipote.

I cugini sono parenti di quarto grado?

Sì.

Come si calcola il grado di parentela?

Si conta il numero dei passaggi tra due persone senza considerare il capostipite comune.


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