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Conto corrente cointestato e separazione: chi può prelevare i soldi?

  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min
"Coniugi che discutono della gestione di un conto corrente cointestato durante una separazione"

La separazione tra coniugi comporta spesso dubbi sulla gestione del patrimonio comune. Una delle domande più frequenti riguarda il conto corrente cointestato: uno dei due può prelevare tutto il denaro? La risposta dipende dalle caratteristiche del conto e dalla provenienza delle somme depositate.


Cosa succede al conto corrente cointestato dopo la separazione?

  • La separazione non determina automaticamente la chiusura del conto corrente cointestato. Se il conto è a firma disgiunta, ciascun intestatario può continuare a effettuare operazioni e prelievi in autonomia nei confronti della banca.

  • Tuttavia, il fatto che un coniuge possa materialmente prelevare le somme non significa che ne diventi automaticamente proprietario. In caso di contestazioni, occorre verificare a chi appartengano effettivamente i fondi depositati.


Il denaro sul conto appartiene sempre al 50% a ciascun coniuge?

  • La legge prevede una presunzione secondo cui le somme presenti su un conto cointestato appartengono ai cointestatari in parti uguali, salvo prova contraria.

  • Se però il denaro deriva prevalentemente dall'attività lavorativa, da un'eredità o da risparmi personali di uno solo dei coniugi, quest'ultimo può dimostrare di essere il reale proprietario di una quota maggiore delle somme depositate.


Un coniuge può prelevare tutto il saldo del conto?

  • Dal punto di vista bancario, un conto a firma disgiunta consente normalmente a ciascun intestatario di effettuare prelievi anche rilevanti senza il consenso dell'altro.

  • Tale comportamento può però generare conseguenze sul piano civile. Se il prelievo riguarda somme che appartengono anche all'altro coniuge, quest'ultimo può chiedere la restituzione della quota di propria spettanza e agire giudizialmente per la tutela dei propri diritti.


Come tutelarsi in caso di separazione?

  • Quando la crisi coniugale è ormai conclamata, è opportuno monitorare attentamente i rapporti bancari comuni e valutare con il proprio legale le iniziative più adeguate per evitare contestazioni future.

  • Ogni situazione presenta caratteristiche specifiche legate al regime patrimoniale della famiglia, alla provenienza delle somme e alle modalità di utilizzo del conto corrente nel corso del matrimonio.


Conclusioni

La presenza di un conto corrente cointestato durante una separazione può generare questioni delicate e conflitti tra i coniugi. Sebbene ciascun intestatario possa spesso operare autonomamente nei confronti della banca, la titolarità effettiva delle somme può essere oggetto di accertamento e contestazione.

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