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Arricchimento senza causa: requisiti e sussidiarietà

StudioCataldi.it
5 giu 2017
Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 24 ott

Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Quadro aggiornato al 2026


L’azione dell’articolo 2041 c.c. è residuale e mira a un indennizzo nei limiti pertinenti, non automaticamente al pieno risarcimento. Occorre verificare arricchimento, impoverimento correlato, mancanza di giustificazione e disponibilità di altre azioni secondo l’articolo 2042. Il solo mancato pagamento non dimostra che questa sia la domanda corretta: titolo, prestazione e cause dell’eventuale preclusione sono determinanti.


Contributo originario e precedenti

Il testo che segue conserva il contributo pubblicato in precedenza. Gli orientamenti e i riferimenti temporali vanno letti alla luce delle precisazioni aggiornate riportate sopra.


Ai sensi dell'art. 2041 c.c., chi si è arricchito senza una giusta causa a danno di un'altra persona è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale. L'azione generale di arricchimento, in particolare, è un rimedio residuale che mira ad eliminare uno squilibrio determinatosi ingiustificatamente a seguito del conseguimento di un'utilità economica o un risparmio di spesa da parte di un soggetto (arricchito) e della correlativa diminuzione patrimoniale a carico di un altro soggetto (danneggiato). da StudioCataldi.it


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Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella di Padova esamina i documenti e valuta le iniziative utili nel caso concreto. Per un colloquio puoi contattarci tramite il modulo oppure telefonare allo 049 725117.


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