Permesso unico di soggiorno e lavoro: cosa cambia con il D.Lgs. 83/2026
- Umberto Giovannoni

- 23 giu
- Tempo di lettura: 4 min

Dal 22 maggio 2026 è entrata in vigore la nuova disciplina sul permesso unico di soggiorno e lavoro introdotta dal D.Lgs. 16 aprile 2026 n. 83, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/1233. Le modifiche interessano principalmente gli articoli 4-bis, 5 e 22 del Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998) e mirano a rendere più semplice, trasparente e uniforme la procedura di rilascio e rinnovo del titolo di soggiorno per i cittadini extracomunitari.
Cos'è il permesso unico di soggiorno e lavoro
Il permesso unico consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare regolarmente in Italia attraverso una procedura amministrativa unificata.
L'obiettivo perseguito dal legislatore europeo è quello di garantire:
maggiore semplificazione delle procedure;
uniformità dei termini amministrativi;
migliore tutela dei lavoratori stranieri;
parità di trattamento con i cittadini dello Stato ospitante;
maggiore trasparenza nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Quali sono le principali novità introdotte dal D.Lgs. 83/2026
La riforma introduce:
una procedura più chiara e uniforme;
obblighi informativi rafforzati;
nuovi termini per rilascio e rinnovo;
maggiore certezza procedimentale;
una più precisa individuazione delle categorie escluse;
la possibilità di lavorare durante l'attesa del rilascio o del rinnovo del permesso, purché ricorrano i requisiti di legge.
Chi è competente al rilascio del permesso unico
Il Ministero dell'Interno è individuato quale autorità competente alla ricezione delle domande e al rilascio del permesso unico.
Si tratta, in realtà, di una razionalizzazione delle competenze già esercitate dai Ministeri dell'Interno, del Lavoro e della Giustizia, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
Chi è escluso dalla disciplina del permesso unico
Non rientrano nel nuovo sistema, tra gli altri:
Lavoratori autonomi
Sono esclusi gli stranieri che svolgono attività autonome o che soggiornano per investimenti.
Nomadi digitali e lavoratori da remoto
Il legislatore ha espressamente escluso i nomadi digitali e i lavoratori da remoto extracomunitari, considerando tali attività assimilabili al lavoro autonomo.
Studenti e tirocinanti
Restano esclusi:
studenti universitari;
partecipanti a programmi di formazione;
tirocinanti;
soggetti in ricerca di lavoro o impegnati in attività imprenditoriali.
Titolari di particolari permessi di soggiorno
Sono inoltre esclusi coloro che soggiornano per:
protezione speciale;
protezione temporanea;
motivi religiosi;
cure mediche;
calamità;
violenza domestica;
sfruttamento lavorativo;
residenza elettiva;
acquisto della cittadinanza o status di apolide.
Nuovi obblighi informativi a favore dello straniero
La riforma rafforza il diritto all'informazione.
Le autorità competenti dovranno fornire indicazioni chiare riguardo:
diritti derivanti dal permesso di soggiorno;
condizioni per l'esercizio dell'attività lavorativa;
documentazione necessaria;
garanzie procedurali;
diritti dei familiari.
Anche il datore di lavoro sarà tenuto a comunicare tempestivamente al lavoratore straniero eventuali informazioni riguardanti l'iter del nulla osta al lavoro.
Cambiano i termini per il rinnovo del permesso
Una delle novità più importanti riguarda i tempi procedurali.
La richiesta di rinnovo potrà essere presentata fino a 90 giorni prima della scadenza del permesso, anziché nei precedenti 60 giorni.
L'obiettivo è uniformare l'intero sistema e consentire una gestione più efficiente delle pratiche.
Entro quanto tempo viene rilasciato il permesso unico?
Il procedimento resta articolato in due fasi:
Nulla osta al lavoro
Il termine rimane fissato in 60 giorni.
Rilascio del permesso unico
Una volta completata la domanda, il Questore deve rilasciare il permesso entro 30 giorni.
Nel complesso, la durata massima del procedimento è quindi pari a 90 giorni.
È importante sottolineare che il termine decorre dal completamento della documentazione richiesta e non dalla semplice presentazione dell'istanza. Per questo motivo è fondamentale predisporre correttamente tutti gli allegati.
È possibile lavorare durante l'attesa del rilascio o del rinnovo?
Sì.
Il nuovo articolo 5 del Testo Unico Immigrazione prevede che il cittadino straniero possa soggiornare regolarmente e svolgere attività lavorativa anche durante l'attesa del rilascio, rinnovo o conversione del permesso, purché:
sia stata presentata la domanda;
sia stata rilasciata la ricevuta attestante l'avvenuta presentazione;
sussistano gli altri requisiti previsti dalla legge;
non siano stati comunicati motivi ostativi da parte dell'Autorità di pubblica sicurezza.
Quanto costa il permesso unico di soggiorno?
La richiesta di rilascio o rinnovo è soggetta al pagamento di un contributo compreso tra:
80 euro;
200 euro.
L'importo concreto sarà stabilito con decreto del Ministero dell'Economia e del Ministero dell'Interno.
Perché è importante predisporre correttamente la documentazione
Nella pratica, molte criticità derivano da:
domande incomplete;
errori documentali;
allegati mancanti;
richieste di integrazione.
La riforma punta a rendere il procedimento più efficiente, ma resta essenziale la corretta preparazione della pratica per evitare ritardi o provvedimenti di rigetto.
Conclusioni
Il D.Lgs. 83/2026 rappresenta un importante passo verso una maggiore armonizzazione con la normativa europea e una semplificazione delle procedure relative all'immigrazione.
Le principali novità riguardano:
la procedura unica;
l'uniformazione dei termini a 90 giorni;
maggiori obblighi informativi;
la possibilità di lavorare durante l'attesa del rilascio;
una più precisa individuazione delle categorie escluse.
Per lavoratori stranieri, famiglie e imprese diventa ancora più importante predisporre correttamente tutta la documentazione necessaria, così da evitare rallentamenti e garantire una gestione regolare delle pratiche.
FAQ
Quando entra in vigore il D.Lgs. 83/2026?
La nuova disciplina è entrata in vigore il 22 maggio 2026.
Quanto tempo serve per ottenere il permesso unico?
Il procedimento complessivo può concludersi entro 90 giorni.
Si può lavorare durante l'attesa del rinnovo?
Sì, purché sia stata presentata la domanda e sia stata rilasciata la relativa ricevuta.
Chi rilascia il permesso unico?
Il rilascio compete alle autorità del Ministero dell'Interno.
Quanto costa il permesso unico di soggiorno?
È previsto un contributo variabile tra 80 e 200 euro.






















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