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Querela di falso: quando serve, come si propone e quale giudice decide

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
26 set 2017
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 ott


Prima pubblicazione: 26 settembre 2017. Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Un documento prodotto in causa contiene una firma o un’attestazione che ritieni falsa? Non ogni contestazione richiede la querela di falso. Prima occorre individuare la natura del documento, quale efficacia probatoria abbia e che cosa si intenda contestare.


A che cosa serve la querela di falso civile


Gli articoli 221 e seguenti c.p.c. disciplinano lo strumento per rimuovere l’efficacia probatoria privilegiata del documento nei casi previsti. L’obiettivo è l’accertamento civile della falsità. La denuncia di un possibile reato e l’individuazione dell’autore della falsificazione hanno finalità e regole diverse.


Per un atto pubblico occorre distinguere ciò che il pubblico ufficiale attesta come avvenuto in sua presenza dalla verità sostanziale delle dichiarazioni rese dalle parti. Non ogni affermazione contenuta nell’atto è coperta dalla medesima efficacia di prova.


Disconoscimento e querela non sono equivalenti


Per una scrittura privata di cui si contesti la sottoscrizione può rilevare il disconoscimento tempestivo e il successivo procedimento di verificazione. Se la scrittura è già riconosciuta, autenticata o verificata, il problema può richiedere strumenti diversi. Anche copie e documenti informatici impongono verifiche specifiche.


Una semplice dichiarazione «il documento è falso» può essere insufficiente. La scelta del rimedio e il momento della contestazione incidono sulla possibilità di far valere il vizio.


Contenuto e procura speciale


L’articolo 221 richiede l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità, a pena di nullità. La querela è proposta personalmente dalla parte o mediante procuratore speciale, con le forme previste. Non è prudente dare per sufficiente una procura generica senza verificare il mandato e il documento da impugnare.


È previsto l’intervento obbligatorio del pubblico ministero. La querela può essere principale oppure incidentale, nel processo in cui il documento è utilizzato, con i controlli di ammissibilità e rilevanza propri della sede.


Dopo Cartabia decide il tribunale monocratico


Nel regime attuale l’articolo 225 c.p.c. attribuisce la decisione al tribunale in composizione monocratica. Il riferimento al collegio non può essere mantenuto come regola generale per i nuovi procedimenti. Per le cause più risalenti va esaminata la disciplina transitoria.


Il processo principale si ferma sempre?


La proposizione della querela non consente di presumere un’automatica sospensione di ogni domanda. Occorre verificare se la parte intenda avvalersi del documento, la sua rilevanza e il giudice davanti al quale pende il processo. Possono proseguire le domande decidibili indipendentemente dal documento nei casi previsti.


Conservare gli originali e valutare l’iniziativa


Raccogli documento, copia depositata, atti processuali, scritture utili al confronto e informazioni sulla provenienza. Non modificare o annotare l’originale. Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella può valutare rimedio, prove, costi e utilità della contestazione, coordinandola con l’eventuale iniziativa penale.



Riferimenti: articoli 221–227 c.p.c.; articoli 2700, 2702 e 2703 c.c.




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