Chiusura delle indagini preliminari: termini e avviso 415-bis nel 2026

Aggiornamento: 24 ott

Aggiornamento: 24 ottobre 2026.
La fine delle indagini non coincide con una condanna e non comporta sempre un rinvio a giudizio. Il pubblico ministero deve assumere le determinazioni previste dalla legge, chiedendo l’archiviazione o esercitando l’azione penale secondo il procedimento applicabile.
I termini dell’articolo 405
La disciplina ordinaria attuale prevede un anno dall’iscrizione del nome della persona alla quale è attribuito il reato, sei mesi per le contravvenzioni e un anno e sei mesi per i delitti indicati nell’articolo 407, comma 2. Il vecchio riferimento generale a sei mesi non descrive più il sistema vigente.
Querela, autorizzazione a procedere, momento dell’iscrizione e norme transitorie possono incidere sul conteggio. La verifica richiede gli atti, non soltanto la data in cui l’interessato ha saputo di essere indagato.
Proroga e attività successive
Quando le indagini sono complesse, la proroga può essere autorizzata una sola volta e per non più di sei mesi, secondo l’articolo 406. Occorre poi distinguere la durata delle attività investigative dai termini entro cui il pubblico ministero deve decidere dopo la loro conclusione.
Lo scadere di un termine non estingue automaticamente il reato né determina un’assoluzione. L’eventuale inutilizzabilità di atti tardivi e i rimedi contro la stasi richiedono una valutazione della specifica disciplina.
L’avviso dell’articolo 415-bis
Quando previsto, l’avviso rende conoscibili l’addebito e gli atti depositati. Entro venti giorni l’indagato può presentare memorie, documenti e risultati di indagini difensive, chiedere ulteriori atti o un interrogatorio. Quest’ultima richiesta comporta lo specifico obbligo del pubblico ministero previsto dalla norma.
Come preparare la difesa
Prima di rendere dichiarazioni è utile acquisire il fascicolo, verificare notifiche e termini e confrontare le prove con la contestazione. Non tutti i riti seguono la stessa sequenza: giudizio immediato e altri percorsi richiedono controlli propri. Anche la persona offesa dispone di strumenti, distinti da quelli dell’indagato, da individuare secondo la fase.
Fonti e approfondimenti
Assistenza dello Studio
Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella esamina la documentazione e valuta i presupposti e i termini delle iniziative utili nel caso concreto. Puoi contattarci tramite il modulo dello Studio o telefonare allo 049 725117.























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