Iscrizione della notizia di reato: ritardi, retrodatazione e termini
Aggiornamento: 24 ott

Prima pubblicazione: 11 marzo 2019. Aggiornamento: 24 ottobre 2026.
Dagli atti emerge che eri già coinvolto nelle indagini prima dell’iscrizione del tuo nome? La data può incidere sui termini investigativi, ma la contestazione richiede un esame preciso del fascicolo. Dopo Cartabia esiste un rimedio espresso per chiedere il controllo della tempestività.
Quando il pubblico ministero deve iscrivere
L’articolo 335 c.p.p. distingue l’iscrizione della notizia di reato da quella del nome della persona alla quale il reato è attribuito. Per il nominativo assumono rilievo gli indizi a carico previsti dalla disposizione: la semplice indicazione in una denuncia non risolve automaticamente ogni verifica.
L’iscrizione è un atto del procedimento e non equivale a una condanna. L’articolo 335-bis chiarisce che la mera iscrizione, da sola, non può determinare effetti pregiudizievoli civili o amministrativi nei termini della norma.
Il controllo del giudice dopo la riforma
L’articolo 335-ter disciplina l’ordine del giudice per le indagini preliminari al pubblico ministero di iscrivere il nome di una persona, quando ne ricorrano i presupposti. L’articolo 335-quater consente invece all’indagato di chiedere l’accertamento della tempestività e la retrodatazione.
Non è quindi attuale una descrizione del sistema basata sull’assoluta impossibilità per il giudice di controllare la data. Occorre però verificare la disciplina transitoria: le nuove disposizioni non possono essere applicate senza distinguere procedimenti e iscrizioni anteriori alla riforma.
Quali condizioni servono per la retrodatazione
La richiesta deve indicare le ragioni e gli atti dai quali si ricava il ritardo. Il giudice dispone la retrodatazione quando il ritardo risulta inequivocabile e ingiustificato. Non basta proporre una data alternativa sulla base di sospetti o della sola conoscenza generica della vicenda da parte degli investigatori.
Il termine di venti giorni
L’articolo 335-quater prevede, a pena d’inammissibilità, venti giorni da quando l’interessato ha avuto facoltà di conoscere gli atti che dimostrano il ritardo. Non è un termine che decorre sempre dalla data in cui si decide di leggere il fascicolo. Ulteriori richieste richiedono atti diversi prima non conoscibili e il rispetto delle condizioni di legge.
Effetti sugli atti investigativi
Una diversa data iniziale può incidere sul calcolo dei termini e sull’utilizzabilità di atti compiuti oltre la scadenza. Non comporta però automaticamente l’annullamento dell’intero procedimento o di ogni indagine precedente. Servono una cronologia, l’esame delle proroghe e l’individuazione dei singoli atti rilevanti.
Che cosa verificare con il difensore
Sono necessari iscrizioni, informative, verbali, richieste e decreti di proroga, oltre alle date in cui la difesa ha potuto conoscere la documentazione. Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella può esaminare il fascicolo per valutare presupposti, tempestività e utilità concreta della richiesta.























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