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Pignoramento dello stipendio: limiti e calcolo nel 2026

Isabella Policarpio
17 dic 2019
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 ott


Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Per i debiti ordinari lo stipendio è normalmente pignorabile presso il datore entro un quinto del netto. Non si applica automaticamente il minimo impignorabile previsto per le pensioni. Le regole cambiano quando il creditore è l’agente della riscossione o lo stipendio è già accreditato sul conto.


Il quinto presso il datore di lavoro


L’art. 545 c.p.c. limita il prelievo per i crediti ordinari. Su uno stipendio netto di 1.500 euro, il quinto è pari a 300 euro: è un esempio aritmetico, da coordinare con tipo di credito, altre trattenute e provvedimenti esistenti. I crediti alimentari seguono regole specifiche e non vanno confusi con ogni obbligo familiare.


I limiti per Agenzia delle entrate-Riscossione


Per le somme soggette all’art. 72-ter del DPR n. 602/1973, la quota è un decimo fino a 2.500 euro, un settimo oltre 2.500 e fino a 5.000 euro, un quinto sopra 5.000 euro. La procedura fiscale ha peculiarità proprie: non va sovrapposta indistintamente al pignoramento ordinario davanti al giudice.


Lo stipendio già versato sul conto


Se l’accredito è anteriore al pignoramento, l’art. 545 tutela l’importo fino al triplo dell’assegno sociale; l’eccedenza può essere aggredita secondo la norma. Per il 2026 l’assegno sociale indicato dall’INPS è 546,24 euro: il triplo è 1.638,72 euro. La provenienza delle somme deve essere identificabile.


Per gli accrediti alla data del pignoramento o successivi operano i limiti richiamati dalla disciplina. Non è quindi corretto trattare ogni saldo bancario come uno stipendio futuro né applicare la soglia del triplo a qualsiasi somma, senza verificarne origine e momento dell’accredito.


Più pignoramenti e cessione del quinto


L’arrivo di un altro creditore non comporta sempre una seconda trattenuta immediata dello stesso importo. Contano natura dei crediti, concorso, assegnazioni già disposte e limite complessivo applicabile. La cessione del quinto richiede un coordinamento specifico: non rende automaticamente impignorabile lo stipendio residuo.


Cosa succede dopo la notifica


Il datore assume gli obblighi previsti come terzo pignorato e rende la dichiarazione richiesta. Vincolo iniziale e successivo pagamento al creditore sono passaggi distinti. Cessazione del rapporto e TFR richiedono un controllo separato: la fine dell’impiego non cancella il debito e non libera automaticamente tutte le somme.


Se la trattenuta supera i limiti, occorre verificare subito l’atto, la busta paga e il provvedimento di assegnazione. La richiesta informale al datore non sostituisce sempre il rimedio processuale necessario.


Fonti




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