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Opposizione a decreto ingiuntivo bancario: cosa fare subito | Studio Legale Padova

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
15 mag
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 4 ott

Opposizione a decreto ingiuntivo bancario – avvocato diritto bancario Padova

Ricevere un decreto ingiuntivo da una banca, da una finanziaria o da una società cessionaria richiede una verifica tempestiva. L’opposizione consente di contestare il credito davanti al giudice, ma deve essere fondata su ragioni e prove concrete e proposta nel termine applicabile.

In numerosi casi il decreto ingiuntivo può essere:

  • opposto;

  • sospeso;

  • ridotto nell’importo;

  • oppure addirittura revocato.

È però fondamentale agire immediatamente, perché i termini sono molto brevi.

Cos’è un decreto ingiuntivo bancario

Il decreto ingiuntivo bancario è un provvedimento emesso dal Tribunale su richiesta della banca o della finanziaria, con il quale viene ordinato al debitore di pagare una determinata somma.

Generalmente riguarda:

  • mutui;

  • fideiussioni;

  • scoperti di conto corrente;

  • leasing;

  • prestiti;

  • carte revolving;

  • finanziamenti aziendali;

  • cessioni del quinto;

  • crediti ceduti a società NPL.

Spesso il debitore scopre l’esistenza della causa soltanto al momento della notifica.

Quanto tempo c’è per fare opposizione?

Normalmente:

In alcuni casi:

  • i termini possono essere più brevi;

  • il decreto può essere provvisoriamente esecutivo.

Per questo motivo è essenziale rivolgersi subito ad un avvocato esperto in diritto bancario ed esecuzioni.

Una telefonata alla banca, una richiesta di documenti o una trattativa non sostituiscono l’opposizione e non sospendono automaticamente il relativo termine. È quindi opportuno sottoporre subito l’atto notificato al legale.

Quando è possibile opporsi?

Ogni situazione deve essere esaminata singolarmente.Tuttavia, nella pratica forense, le contestazioni più frequenti riguardano:

Mancanza o insufficienza della prova del credito

La banca deve dimostrare:

  • l’esistenza del credito;

  • il corretto saldo;

  • la legittimità degli interessi applicati.

Non sempre la documentazione prodotta è sufficiente.

Interessi illegittimi o usurari

In alcuni casi possono emergere:

  • anatocismo;

  • usura;

  • CMS illegittime;

  • interessi ultralegali non validamente pattuiti;

  • errori nel TAEG.

Nullità delle fideiussioni

Molte fideiussioni bancarie sono state contestate alla luce:

  • della giurisprudenza della Cassazione;

  • delle decisioni della Banca d’Italia;

  • delle clausole ABI anticoncorrenziali.

La presenza di clausole conformi allo schema ABI non comporta automaticamente la nullità dell’intera garanzia. Occorre verificare il contratto, il collegamento con l’intesa anticoncorrenziale e le singole clausole contestate. La clausola “a prima richiesta” richiede inoltre un esame specifico.

Prescrizione del credito

Per valutare l’eventuale prescrizione occorre individuare il diritto fatto valere, la sua decorrenza e gli atti che possono aver interrotto il termine. Vanno esaminati:

  • atti interruttivi;

  • notifiche;

  • validità delle comunicazioni;

  • eventuali cessioni del credito.

Errori nelle cessioni NPL

Sempre più decreti ingiuntivi bancari vengono richiesti da:

  • SPV;

  • società di recupero crediti;

  • veicoli di cartolarizzazione.

In tali casi è spesso necessario verificare:

  • la prova della cessione;

  • la legittimazione attiva;

  • la continuità documentale del credito.

È possibile bloccare il pignoramento?

La sola proposizione dell’opposizione non sospende automaticamente l’esecuzione. Se il decreto è già provvisoriamente esecutivo, il debitore può chiedere al giudice la sospensione ai sensi dell’art. 649 c.p.c., quando ricorrono gravi motivi.

Con l’opposizione si può chiedere al Giudice:

  • la sospensione della provvisoria esecuzione;

  • oppure la sospensione dell’efficacia esecutiva del decreto.

L’eventuale provvedimento di sospensione può incidere sull’esecuzione. Se il pignoramento è già iniziato, occorre esaminare anche gli atti e lo stato della procedura esecutiva:

  • pignoramenti;

  • blocchi del conto corrente;

  • pignoramenti immobiliari;

  • pignoramenti presso terzi.

Ovviamente ogni vicenda deve essere valutata concretamente.

Opposizione a decreto ingiuntivo bancario: cosa fare subito

È consigliabile:

  1. conservare la busta della notifica;

  2. non contattare la banca senza assistenza legale;

  3. reperire il contratto e gli estratti conto;

  4. rivolgersi immediatamente ad un avvocato esperto.

Il fattore tempo è decisivo.

Documenti da preparare per la prima valutazione

Servono il decreto e gli atti ricevuti in versione completa, la busta e gli avvisi della notifica oppure i messaggi PEC con le ricevute, il contratto e gli allegati, gli estratti conto o il piano di ammortamento, le prove dei pagamenti e le precedenti comunicazioni. Se sono stati notificati un precetto o un pignoramento, devono essere consegnati anche questi atti.

Fonti e approfondimenti

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