Usura e interessi di mora: perché non basta sommare i tassi

Aggiornamento: 24 ott

Revisione normativa e redazionale: ottobre 2026. La valutazione del singolo rapporto richiede l’esame dei documenti.
Anche gli interessi di mora sono soggetti alla disciplina antiusura. Questo, però, non significa che si possa sempre sommare il tasso corrispettivo a quello moratorio e confrontare il risultato con un’unica soglia. Occorre leggere la clausola e ricostruire il meccanismo di calcolo.
Interessi corrispettivi e moratori: due funzioni diverse
Gli interessi corrispettivi remunerano il finanziamento; quelli moratori riguardano il ritardo nell’adempimento. Per verificare la soglia non basta trovare due percentuali nel contratto: bisogna capire a quale capitale, periodo e situazione si riferisca ciascuna.
Il riferimento delle Sezioni Unite n. 19597/2020
La sentenza del 18 settembre 2020 ha chiarito l’applicabilità della disciplina antiusura agli interessi moratori, il confronto con i parametri ministeriali e le conseguenze dell’eventuale usurarietà. La verifica richiede di individuare la categoria del finanziamento, il periodo dell’accordo e il decreto ministeriale pertinente.
Quando il decreto riporta la maggiorazione media di mora, occorre tenerne conto secondo il criterio indicato dalla pronuncia. Non va applicato indistintamente a ogni contratto uno spread storico o un tasso reperito su internet senza controllarne periodo e categoria.
Somma astratta e maggiorazione prevista dal contratto
Esempio: se il contratto prevede un tasso corrispettivo del 4% e una mora pari a quel tasso maggiorato di 2 punti, il tasso moratorio così costruito è il 6%. Sommare ancora 4% e 6% darebbe il 10%, duplicando nella formula una componente già inclusa. L’esempio spiega il calcolo della clausola, non dimostra che il 6% sia lecito o usurario.
Diversa è la verifica di un’effettiva sovrapposizione di oneri prevista dalle clausole o applicata nei conteggi. Per questo vanno esaminati base di calcolo, rate scadute, periodi e addebiti: la questione concreta non si risolve con un’addizione automatica né ignorando il costo effettivamente richiesto.
Mora usuraria significa mutuo gratuito?
Non automaticamente. Le Sezioni Unite distinguono gli interessi moratori illeciti dai corrispettivi lecitamente pattuiti. La nullità della sola pattuizione moratoria non consente di affermare, senza ulteriori verifiche, che siano eliminati tutti gli interessi del finanziamento.
Occorre anche distinguere l’interesse a contestare una clausola dalla domanda di restituzione di somme: per quest’ultima bisogna ricostruire che cosa sia stato effettivamente addebitato e pagato. La tutela del consumatore può porre ulteriori questioni, da esaminare sulla specifica clausola.
Documenti utili per la verifica
Prepara contratto e condizioni generali, eventuali modifiche, piano di rimborso, elenco dei pagamenti e conteggi della mora. Aggiungi diffide, precetti e atti esecutivi eventualmente ricevuti, indicando le date delle notifiche. Una valutazione utile deve confrontare il dato tecnico con i rimedi concretamente disponibili.
Domande frequenti
Basta una perizia che somma i due tassi?
No. La relazione deve spiegare perché le voci considerate siano rilevanti, come operi la clausola e quale parametro ministeriale venga usato. Il solo risultato numerico non basta.
Lo Studio può verificare il mio contratto?
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