Revoca assegno divorzile: il peggioramento economico può giustificare l’eliminazione dell’assegno
- Umberto Giovannoni

- 27 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 2 giu

Tribunale di Foggia, sentenza n. 659 del 26 marzo 2026
Paragrafo introduttivo
Con la sentenza n. 659 del 26 marzo 2026, il Tribunale di Foggia affronta un tema di grande rilievo nel diritto di famiglia: quando il peggioramento economico dell’ex coniuge obbligato può portare alla revoca dell’assegno divorzile.
La decisione ribadisce che la revisione delle condizioni di divorzio non può trasformarsi in un nuovo giudizio sul passato, ma deve fondarsi esclusivamente su fatti sopravvenuti concreti e documentati.
Il caso esaminato dal Tribunale
Paragrafo
L’ex marito chiedeva la revoca, o in subordine la riduzione, dell’assegno divorzile di € 250 mensili disposto in sede di divorzio nel 2019.
A sostegno della domanda deduceva:
il peggioramento della propria situazione economica;
la crisi della propria attività commerciale;
l’esistenza di debiti e procedure esecutive;
il mantenimento di una figlia nata da una nuova relazione;
il miglioramento economico dell’ex moglie, divenuta proprietaria di immobili e terreni per successione ereditaria.
Revisione delle condizioni di divorzio: servono fatti sopravvenuti
Il principio richiamato dal Tribunale
Paragrafo
Il Tribunale ricorda un principio consolidato della Corte di Cassazione:
il giudizio di revisione delle condizioni di divorzio non costituisce una “revisio prioris instantiae”, ma un “novum iudicium”.
Ciò significa che il giudice non può rivalutare fatti già esistenti al momento della sentenza di divorzio, ma deve limitarsi a verificare l’esistenza di circostanze nuove e sopravvenute capaci di modificare l’equilibrio economico tra gli ex coniugi.
Nuova famiglia e figli: non sempre incidono sull’assegno divorzile
La nascita della figlia non era un fatto nuovo
Paragrafo
Uno degli aspetti più interessanti della sentenza riguarda la nascita di una figlia da una nuova relazione dell’ex marito.
Il ricorrente sosteneva che il nuovo nucleo familiare avesse aggravato le proprie condizioni economiche. Tuttavia, il Tribunale ha accertato che la bambina era nata prima della sentenza di divorzio del 2019.
Secondo il Collegio:
il fatto era già esistente;
avrebbe dovuto essere valutato nel giudizio di divorzio;
non poteva essere utilizzato successivamente come circostanza sopravvenuta.
Il peggioramento economico dell’ex marito
Le dichiarazioni fiscali hanno avuto un ruolo decisivo
Paragrafo
Il Tribunale ha invece ritenuto provato il significativo peggioramento della situazione reddituale del ricorrente.
Dalla documentazione prodotta emergeva infatti una progressiva riduzione dei redditi:
circa € 15.944 nel 2018;
€ 10.340 nel 2019;
poco più di € 3.000 negli anni successivi.
Il Collegio ha inoltre valorizzato:
la crisi dell’attività commerciale;
la presenza di procedure esecutive;
la riduzione delle entrate derivanti dagli immobili;
il mantenimento della figlia minore.
Revoca totale dell’assegno divorzile
La decisione del Tribunale di Foggia
Paragrafo
Alla luce del concreto peggioramento economico dell’ex marito, il Tribunale di Foggia ha disposto:
la revoca integrale dell’assegno divorzile;
con decorrenza dalla data della domanda giudiziale.
Secondo il Collegio, il ricorrente non risultava più in grado di sostenere economicamente il pagamento dell’assegno in favore dell’ex moglie.
Cosa insegna questa sentenza
I principi pratici più importanti
La sentenza conferma alcuni principi fondamentali nel diritto di famiglia:
1. Servono fatti realmente nuovi
La revisione dell’assegno divorzile richiede circostanze sopravvenute rispetto alla sentenza originaria.
2. Il peggioramento economico deve essere documentato
Non bastano semplici allegazioni: servono dichiarazioni fiscali, documentazione reddituale e prove concrete.
3. La nuova famiglia non basta automaticamente
La nascita di figli o la costituzione di un nuovo nucleo familiare rilevano solo se sopravvenuti rispetto al divorzio.
4. Il giudice valuta l’equilibrio economico attuale
L’obiettivo del giudizio di revisione è verificare se l’equilibrio economico tra gli ex coniugi sia cambiato in modo significativo.
Considerazioni finali
La sentenza n. 659/2026 del Tribunale di Foggia rappresenta una decisione importante in tema di revisione dell’assegno divorzile.
Il Tribunale ribadisce che il procedimento di modifica delle condizioni di divorzio non può essere utilizzato per riaprire questioni già decise, ma soltanto per adeguare gli obblighi economici a fatti nuovi e concretamente sopravvenuti.
La decisione conferma inoltre il ruolo centrale della prova documentale e delle dichiarazioni reddituali nei giudizi di revisione dell’assegno divorzile.
























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