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Calciatore professionista, ovvero, lavoratore discriminato

Adeleke è un giocatore di calcio professionista che cresciuto nella società di calcio di Serie A Lazio, viene ceduto in prestito alla società Pergocrema in Serie C1, per poi passare alla società Salernitana in Serie C2 e alla società Bienna militante nella Serie B Svizzera.

Nel 2014 si trasferisce, invece, in Australia dove gioca nella A-League e nella Coppa del mondo per club organizzata dalla F.I.F.A..

Nell'ottobre del 2015, dopo essere rimasto svincolato, torna in Italia e firma per l'Arcella, formazione della città di Padova, militante nel campionato dilettanti di Prima Categoria.

Il valore del cartellino del sig. Adeleke ha avuto una punta massima euro 100.000 nel 2011 per poi scendere a euro 50.000.

Giacchè cittadino extracomunitario, pur essendo presente nello stato italiano fin da ragazzo, ha sempre ottenuto il permesso di soggiorno per motivi sportivi, siccome svolgente la professione di giocatore di calcio.

Rientrato in Italia dopo l’esperienza nella massima serie del calcio australiano, in data 02.10.2015 è stato momentaneamente, in attesa di una più adeguata sistemazione, tesserato dalla società di calcio U.S. Arcella di Padova militante nel campionato di prima categoria.

In data 08.06.2016 al sig. Adeleke veniva notificato dalla Questura di Padova l’invito a presentare il Nulla Osta del C.O.N.I. per il rinnovo del suo permesso di soggiorno.

In base alla disciplina degli ingressi degli sportivi stranieri (D.P.R. 334/2004 – art. 37), infatti, il CONI in data 19.06.2006 ha diramato la nuova normativa per i rinnovo del permesso di soggiorno, la quale prevede che: “la società sportiva che intenda rinnovare il permesso di soggiorno relativo ad uno straniero regolarmente soggiornante in Italia dovrà fare richiesta alla Federazione Sportiva Nazionale cui è affiliata la quale, accertata l’idoneità al tesseramento dello sportivo straniero, provvederà a fare richiesta al C.O.N.I. del Nulla Osta. Il C.O.N.I. effettuati i controlli di rito ed accertata la disponibilità delle quote di ingresso , invierà il proprio Nulla Osta al rinnovo del permesso di soggiorno alla Questura competente”.

La società Arcella provvedeva, pertanto, a inoltrare alla FIGC, ovvero, la Federazione Nazionale alla quale è affiliata, la richiesta del permesso di soggiorno. La FIGC, tuttavia, non ha mai ottemperato. Interveniva, pertanto, il legale e in data 19.07.2016 formulava alla FIGC tramite pec la richiesta di nulla osta. In data 20.07.2016 riscontrava la richiesta la FIGC per opera del responsabile tesseramento, , il quale attestava che il diniego della FIGC al rilascio del nulla osta, in quanto “….nel caso della FIGC la possibilità di rilascio dei visti di ingresso e del permesso di soggiorno per lavoro subordinato/sport, è riservata esclusivamente agli atleti professionisti all’interno del numero massimo della quota assegnata annualmente dal CONI alla Federazione. E ‘quindi da escludersi la possibilità di applicazione di tale normativa alla figura del tesserato di una società dilettantistica”.

Di fronte al suddetto diniego, ad Adeleke non restava altra via, quindi, che rivolgersi avanti il Giudice del lavoro con la suestesa procedura di urgenza per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere l’accertamento dello status di giocatore di calcio professionista.

Sul fumus bonis iuris

Il sig. Adeleke, per facta concludentia, è un giocatore di calcio che ha fatto di questa attività la sua professione, ed è un atleta di 25 anni che nel pieno della maturità calcistica.

La decisione della FIGC di stabilire che l’odierno ricorrente non sia un professionista è del tutto arbitraria, nonché, illegittima.

La legge n. 91/1981 regolatrice della materia stabilisce, infatti, all’art. 3 che “sono sportivi professionisti gli atleti…….che esercitano attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI…”.

Adeleke, pertanto, ha svolto con continuità l’attività sportiva di calciatore, come facilmente riscontrabile dai siti Transfermarkt e Wikipedia, ed ha già per la stagione calcistica 2016/17 una proposta d’ingaggio da parte della squadra di calcio di quarta divisione, che è però sottoposto alla condizione della regolarizzazione del giocatore attraverso il rinnovo del permesso di soggiorno da parte dell’autorità amministrativa.

Il regolamento della FIFA (Federation international Football Association), peraltro, alla quale la FIGC è affiliata, stabilisce nel secondo paragrafo riservato allo “Status del giocatore” all’art. 2 comma 2 che: “per professionista si intende un calciatore che abbia stipulato un contratto scritto con una società̀ e che in cambio della propria prestazione riceva un pagamento superiore alle spese effettivamente sostenute nell’esercizio della prestazione calcistica. Tutti gli altri calciatori rientrano nella categoria dei dilettanti”.

Il sig. Adeleke, quindi, con la proposta contrattuale , certamente non riceverà compensi milionari, ma comunque un compenso dignitoso e sempre superiore alle spese effettivamente sostenute da chi pratica il gioco del calcio.

Adeleke Seyi è pertanto a tutti gli effetti di legge un giocatore professionista.

Per tali circostanze appare evidente il primo dei due elementi necessari per la concessione della tutela cautelare, ovvero, il fumus boni iuris.

Sul periculum un mora

Adeleke Seyi ha il permesso di soggiorno scaduto.

Esiste quindi in periculum che gli venga notificato quanto prima il foglio di via dal territorio dello Stato, con un gravissimo pregiudizio di natura personale, stante il fatto, che a parte una parentesi professionale in Australia, egli risiede ormai da anni in Italia dove ha stabilito la sede principale dei suoi affetti dei suoi interessi lavorativi.

Risulta invero sussistere anche il secondo elemento richiesto dall’art. 700 c.p.c., cioè il periculum in mora, dato che risulta in gioco il posto di lavoro del ricorrente.

L’odierno ricorrente ritiene pertanto di domandare il riconoscimento del suo status di giocatore di calcio professionista, nonché, i conseguenti provvedimenti giudiziali di carattere risarcitorio in via d’urgenza, stante il concreto pericolo di subire un danno grave ed irreparabile nell’attesa di un procedimento sul merito.

Ove dovesse tardare una decisione di merito, sussiste il concreto rischio di perdere la possibilità lavorativa offerta dalla società di calcio di 4 divisione data dal fatto dell’imminente inizio del campionato di calcio di serie D.

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