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Pubblico impiego, l'approvazione della graduatoria è atto negoziale

Pubblico impiego privatizzato: l’approvazione della graduatoria è atto negoziale di individuazione del contraente

In tema di concorsi nel pubblico impiego privatizzato, l'approvazione della graduatoria è, ad un tempo, provvedimento terminale del procedimento concorsuale e atto negoziale di individuazione del contraente, da essa discendendo, per il partecipante collocatosi in posizione utile, il diritto all'assunzione e, per l'amministrazione che ha indetto il concorso, l'obbligo correlato, quest'ultimo soggetto al regime di cui all'art. 1218 c.c.

La Corte d'appello, in riforma della pronuncia del giudice di primo grado, dichiarò il diritto di V. M. ad essere nominato Direttore Generale in prova dell'Istituto I.R.C.A.C. dal 29/10/2005, con il riconoscimento del relativo trattamento giuridico ed economico.

In fatto era accaduto che, con delibera n. 9628 del 29/12/2003, era stata approvata la graduatoria del concorso ad un posto di direttore generale bandito dall'Istituto il 27/5/2001 ed era stato dichiarato vincitore il primo classificato, dott. C. B., il quale, formalmente invitato a prendere servizio, non si era presentato ed era stato ritenuto rinunciatario.

L'I.R.C.A.C. aveva proceduto, quindi, allo scorrimento della graduatoria e, dopo aver deliberato l'esclusione di V.M. perché non in possesso del requisito di "esperienza di direzione e gestione", aveva nominato direttore generale A.A., che nella graduatoria era classificato al terzo posto.

La Corte territoriale, dichiarando il diritto di V.M. alla nomina come Direttore Generale in prova dalla data della presa d'atto della rinuncia di C. B., rilevò che il bando di concorso per l'assunzione di personale, in regime privatistico, costituisce un'offerta al pubblico, cioè una proposta di contratto da cui deriva la conclusione del contratto stesso in favore dei soggetti utilmente collocati nella graduatoria; che nella procedimentalizzazione della selezione fissata dal bando, obbligatoria per il datore di lavoro, l'accertamento dei requisiti di ammissione precede la valutazione comparativa e l'approvazione della graduatoria costituisce, al contempo, atto terminale del procedimento concorsuale e atto negoziale di individuazione del contraente, da cui discende per il partecipante collocatosi in posizione utile, il diritto all'assunzione e per il datore di lavoro l'obbligo correlato, non potendo il datore di lavoro diverso dalla P.A. invocare istituti di natura pubblicistica, quali l'autotutela; che, quanto ai requisiti del bando, era stato chiarito dal Commissario ad acta che il requisito prescritto dall'art. 2 lett. c doveva intendersi posseduto, per quanto concerne i candidati provenienti da Istituti e Aziende di credito, da soggetti inquadrati con la qualifica di dirigente, qualifica in concreto sussistente in capo a V.M. in quanto dirigente del servizio legale dell'istituto.

Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione A.A.

La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso, ha inteso dar seguito all’orientamento giurisprudenziale secondo cui, in tema di concorsi nel pubblico impiego privatizzato, l'approvazione della graduatoria è, ad un tempo, provvedimento terminale del procedimento concorsuale e atto negoziale di individuazione del contraente, da essa discendendo, per il partecipante collocatosi in posizione utile, il diritto all'assunzione e, per l'amministrazione che ha indetto il concorso, l'obbligo correlato, quest'ultimo soggetto al regime di cui all'art. 1218 c.c.

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