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Maltrattamenti in famiglia: abitualità, dolo e riforma del 2025

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
18 apr 2017
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Il reato di maltrattamenti richiede una valutazione complessiva delle condotte e del rapporto tra le persone. Non basta chiamare ogni litigio “maltrattamento”, ma nemmeno escludere il reato perché i singoli episodi siano intervallati da periodi di apparente tranquillità.


Abitualità e contesto


Le condotte devono comporre una situazione reiterata di vessazione nei termini richiesti dall’articolo 572. Possono rilevare violenze, umiliazioni e altri comportamenti, da accertare nel contesto. Un episodio isolato può integrare altri reati anche quando manchi l’abitualità.


L’elemento soggettivo


Occorre verificare coscienza e volontà delle condotte abituali. Non è necessario presumere un programma iniziale minuzioso, ma la responsabilità non può essere ricavata soltanto dall’etichetta attribuita al rapporto. La motivazione deve collegare il comportamento e il relativo elemento soggettivo.


Le modifiche della legge n. 181/2025


La legge ha incluso nell’articolo 572 anche la persona non più convivente quando agente e vittima siano legati da vincoli nascenti dalla filiazione. Ha inoltre introdotto una specifica aggravante con i presupposti indicati dalla norma e disposizioni sulla confisca.


Le modifiche penali sfavorevoli non si applicano retroattivamente. La sentenza n. 14882/2026 richiama proprio la necessità di distinguere le condotte anteriori alla novella e il possibile concorso con atti persecutori successivi alla fine della convivenza.


Prova e valutazione giudiziale


Messaggi, referti, testimonianze e cronologia devono essere letti insieme. L’assenza di un referto per ogni episodio non esclude automaticamente la prova, mentre una singola dichiarazione va valutata con le regole pertinenti. Anche l’eventuale rinnovazione dell’istruttoria in appello segue una disciplina specifica: il vecchio riferimento a una semplice motivazione più forte era insufficiente come regola generale.


Protezione e difesa


La tutela richiede attenzione sia alla sicurezza sia alle garanzie del procedimento. Chi subisce un pericolo immediato deve chiamare il 112. Chi riceve un’accusa deve acquisire gli atti e rispettare rigorosamente eventuali misure, facendo valutare al difensore fatti, date e contestazioni.


Fonti e approfondimenti





Assistenza dello Studio


Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella esamina la documentazione e valuta i presupposti e i termini delle iniziative utili nel caso concreto. Puoi contattarci tramite il modulo dello Studio o telefonare allo 049 725117.




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