Pignoramento illegittimo: quando spetta il risarcimento

Aggiornamento: 24 ott
Aggiornamento: 24 ottobre 2026.
L’annullamento di un pignoramento non comporta automaticamente un risarcimento. Per ottenere il ristoro occorre individuare la responsabilità del soggetto che ha agito, provare il pregiudizio e dimostrarne il collegamento con l’iniziativa illegittima. Il semplice richiamo allo stress non è sufficiente.
Chi può essere responsabile?
Occorre distinguere il creditore procedente, l’agente della riscossione e il terzo pignorato. Se il conto viene bloccato, la banca può essere soltanto il destinatario degli obblighi derivanti dal pignoramento, anziché il creditore che lo ha promosso. La sua responsabilità richiede quindi la verifica di un comportamento ad essa imputabile.
La responsabilità prevista dall’art. 96 c.p.c.
Il secondo comma dell’art. 96 c.p.c. considera, tra le ipotesi disciplinate, l’esecuzione forzata iniziata o compiuta per un diritto riconosciuto inesistente, quando il creditore abbia agito senza la normale prudenza. Servono l’istanza della parte e l’accertamento dei presupposti: l’esito favorevole dell’opposizione non li sostituisce.
Il danno da stress non è automatico
La Cassazione n. 12413 del 16 giugno 2016, relativa a un fermo amministrativo, ha escluso che meri fastidi o pregiudizi bagatellari siano sufficienti per il risarcimento. Il principio non autorizza a promettere un indennizzo per ogni pignoramento poi dichiarato illegittimo.
Per il danno non patrimoniale devono sussistere i presupposti previsti dall’ordinamento e conseguenze concrete. Eventuali danni alla salute richiedono un adeguato supporto probatorio; ansia e disagio non possono essere soltanto enunciati con formule generiche.
Quali danni documentare?
Possono assumere rilievo esborsi effettivi, perdite economiche causalmente riconducibili al blocco e altri pregiudizi dimostrabili. Raccogli estratti conto, comunicazioni della banca, spese sostenute, documenti sull’attività lavorativa e, quando pertinenti, documentazione sanitaria. La liquidazione equitativa non elimina la necessità di dimostrare l’esistenza del danno.
Prima occorre scegliere la tutela contro l’esecuzione
Opposizione, sospensione e domanda risarcitoria hanno funzioni diverse. Bisogna verificare subito il titolo, le notifiche, la fase della procedura e le scadenze: la richiesta di risarcimento non libera da sola le somme e non sospende il pignoramento. Anche la sede in cui proporre la domanda ex art. 96 deve essere valutata nel procedimento concreto.
Giurisprudenza
Assistenza dello Studio
Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella esamina gli atti ricevuti, le notifiche e la documentazione disponibile per individuare il rimedio e i termini applicabili.























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