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Fideiussione bancaria: quali eccezioni può opporre il garante?

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
4 lug 2017
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 24 ott

Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Verifica della disciplina nel 2026


Le Sezioni Unite n. 24825 del 28 agosto 2026 hanno precisato che la clausola di pagamento a prima richiesta può consentire al creditore di evitare la decadenza ex articolo 1957 anche con istanza stragiudiziale tempestiva al garante, sebbene sia nulla la compresente esenzione dai termini. Questa questione va distinta dalla qualificazione dell’intero contratto come garanzia autonoma.



Quando una banca chiede il pagamento a un fideiussore, la prima domanda è spesso se il garante possa contestare il debito del cliente finanziato. La risposta dipende dal contratto: una fideiussione ordinaria, una clausola “solve et repete” e un contratto autonomo di garanzia non producono necessariamente gli stessi effetti.

Questo articolo aggiorna il commento originariamente dedicato alla sentenza del Tribunale di Napoli n. 11972 del 10 ottobre 2013, pubblicato sul sito nel 2017. La decisione riguardava una garanzia bancaria con obbligo di pagamento a semplice richiesta e con estensione anche alle somme erogate in presenza di obbligazioni successivamente ritenute invalide.

Fideiussione ordinaria: la regola dell’art. 1945 c.c.

Nella fideiussione ordinaria, caratterizzata dall’accessorietà rispetto al debito principale, l’art. 1945 c.c. consente al fideiussore di opporre al creditore le eccezioni spettanti al debitore principale, salvo quelle personali a quest’ultimo. Ciò può rendere rilevanti contestazioni sull’esistenza, sulla misura e sulla validità del credito garantito.

Prima di individuare una difesa occorre però esaminare la garanzia firmata, il rapporto bancario sottostante e le clausole che regolano il pagamento. Non è sufficiente il nome attribuito al contratto.

Che cosa significa “solve et repete”?

La clausola “solve et repete”, ossia “paga e poi contesta”, può incidere sul momento in cui il garante può far valere determinate eccezioni. Non equivale, da sola e in ogni caso, alla rinuncia definitiva a qualsiasi contestazione, né comporta automaticamente che il contratto diventi una garanzia autonoma. La portata della clausola va ricostruita interpretando l’intero testo contrattuale.

Fideiussione a prima richiesta e contratto autonomo di garanzia

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 3947 del 18 febbraio 2010, hanno chiarito le differenze tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. La previsione del pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” orienta normalmente verso la qualificazione come garanzia autonoma, salvo una evidente incompatibilità con le altre disposizioni del contratto.

Nella garanzia autonoma viene meno, nei limiti pattuiti e consentiti dall’ordinamento, il collegamento accessorio tipico della fideiussione. Per questo il garante non può normalmente trasferire al creditore tutte le contestazioni relative al rapporto principale. Restano tuttavia limiti e rimedi, tra cui le questioni inerenti alla validità della garanzia stessa e l’exceptio doli quando l’escussione risulti manifestamente abusiva o fraudolenta.

Il caso deciso dal Tribunale di Napoli nel 2013

Nella sentenza n. 11972 del 10 ottobre 2013, il Tribunale di Napoli esaminò l’opposizione a un decreto ingiuntivo proposta da una garante per esposizioni bancarie della società debitrice. La garante contestava, tra l’altro, la quantificazione del credito, alcune condizioni economiche applicate al conto e la presenza di interessi usurari.

Il giudice qualificò la garanzia come autonoma, valorizzando l’obbligo di pagamento a semplice richiesta e la previsione contrattuale che estendeva la copertura anche a somme erogate in presenza di obbligazioni invalide. L’opposizione venne respinta. Quanto all’usura, il Tribunale osservò che la relativa eccezione non era stata adeguatamente allegata e provata nel caso concreto.

Questa pronuncia è utile per comprendere il peso delle clausole contrattuali, ma non deve essere letta come una regola secondo cui il garante non possa mai opporre eccezioni. La soluzione dipende dal tipo di garanzia e dai fatti provati.

Usura, nullità ed escussione abusiva: le difese non scompaiono

Anche quando la garanzia è autonoma, non ogni richiesta della banca deve essere accettata senza verifica. Possono assumere rilievo la validità del contratto di garanzia, l’eventuale illiceità della causa del rapporto garantito, il tentativo di conseguire un risultato vietato da norme imperative e l’escussione manifestamente abusiva o fraudolenta.

Una contestazione generica non basta: sono necessari documenti e allegazioni specifiche. In particolare, l’eccezione di usura richiede la ricostruzione delle condizioni economiche applicabili e degli elementi utili al confronto con i limiti di legge, tenendo conto della disciplina pertinente al periodo considerato.

Clausole ABI, art. 1957 c.c. e giurisprudenza del 2026

Un diverso profilo, da non confondere con la clausola “solve et repete”, riguarda le fideiussioni che riproducono clausole dello schema ABI oggetto del provvedimento della Banca d’Italia n. 55/2005. La validità delle singole clausole e gli effetti della loro eventuale nullità richiedono un esame specifico.

Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 24825 del 28 agosto 2026, sono intervenute anche sul rapporto tra la nullità della clausola di deroga ai termini dell’art. 1957 c.c. e la distinta clausola di pagamento a prima richiesta. La pronuncia evidenzia l’importanza di non sovrapporre pattuizioni che hanno funzioni differenti.

Sul sito dello Studio è disponibile un approfondimento dedicato alla fideiussione a prima richiesta e ai termini dell’art. 1957 c.c.: https://www.studiolegalegiovannonibettella.com/single-post/fideiussione-a-prima-richiesta

Quali documenti verificare quando la banca chiede il pagamento

La valutazione di una richiesta rivolta al fideiussore dovrebbe partire dal contratto integrale di garanzia e dalle eventuali modifiche, dal finanziamento o dal conto garantito, dagli estratti conto, dalle comunicazioni della banca, dalla data di scadenza delle obbligazioni e dai documenti che dimostrano la titolarità del credito, soprattutto in caso di cessione a società di recupero o veicoli di cartolarizzazione.

È importante distinguere le eccezioni relative al debito principale da quelle riguardanti direttamente la garanzia, verificando anche la qualità di consumatore del fideiussore quando pertinente. Nessuna clausola può essere valutata correttamente isolandola dal resto del contratto.

Conclusioni

La presenza di una clausola “a prima richiesta”, “senza eccezioni” o “solve et repete” non consente di rispondere in astratto alla domanda se il garante debba pagare. Occorre stabilire quale contratto sia stato effettivamente stipulato, quali eccezioni siano ammesse e se la pretesa della banca sia documentata.

Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella di Padova si occupa di diritto bancario, fideiussioni e opposizioni a richieste di pagamento e decreti ingiuntivi. Per una valutazione della posizione del garante è possibile sottoporre allo Studio la fideiussione e la documentazione bancaria disponibile.

Riferimenti: Tribunale di Napoli, sentenza 10 ottobre 2013, n. 11972; Cass., Sez. Unite, 18 febbraio 2010, n. 3947; Cass., Sez. Unite, 28 agosto 2026, n. 24825; artt. 1945 e 1957 c.c.

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