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Finalmente un diritto societario europeo?


La Direttiva (UE) 2017/1132 del Parlamento europeo e del Consiglio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 30 giugno 2017 ed entrata in vigore il 20 luglio scorso, si propone in primis di coordinare le garanzie per soci e terzi e assicurare tutele equivalenti in tutti gli Stati e detta regole sulla pubblicità delle succursali create in uno Stato membro, sulle fusioni e le scissioni delle SpA e sulle fusioni transfrontaliere delle società di capitali.


La Direttiva (UE) 2017/1132 del Parlamento europeo e del Consiglio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 30 giugno 2017 ed entrata in vigore il 20 luglio scorso,

A tal fine, abroga le precedenti Direttive in materia, in modo da riordinare una disciplina attualmente frammentata all’interno dell’Unione. Fino ad ora, infatti, in mancanza di un diritto societario europeo unico ed unificato, ogni Stato membro ha applicato la propria disciplina interna, adattata di volta in volta alle norme europee nel tempo adottate. Di fronte a una situazione così frammentata, è chiaro il nobile intento comunitario di creare un ambiente normativo uniforme e chiaro, che faciliti il contesto imprenditoriale europeo.

È bene ricordare, infatti, che sia la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, sia il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, promuovono la libertà di impresa, consentendo alle società di stabilirsi in qualunque parte dell’Unione, usufruendo della libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali, e incoraggiano l’imprenditoria a una cooperazione transfrontaliera.

La Direttiva si compone di tre Titoli:

1) Titolo I: Norme generali sullo stabilimento e sul funzionamento delle società di capitali.

Rilevanti risultano le articolate regole sulla pubblicità delle succursali create in uno Stato membro. In particolare, l’art. 10 dispone che: “In tutti gli Stati membri la cui legislazione non preveda, all’atto della costituzione, un controllo preventivo amministrativo o giudiziario, l’atto costitutivo o lo statuto della società e le loro modifiche devono prevedere la forma di atto pubblico.” L’art. 16 prevede la formazione di un fascicolo, per ogni società iscritta, presso un registro centrale, il registro di commercio o presso il registro delle imprese. Tali registri saranno interconnessi attraverso una piattaforma centrale europea, cui ogni Stato membro potrà istituire punti di accesso opzionali (art. 22). A ogni società sarà assegnato un codice identificativo unico in modo da poter essere inequivocabilmente identificate all’interno della piattaforma.

Da ultimo, occorre segnalare che l’art. 45 prevede “per la costituzione della società o per il conseguimento dell’autorizzazione a iniziare la propria attività (…) la sottoscrizione di un capitale minimo che non può essere fissato a un importo inferiore a 25.000 euro.”

2) Titolo II: Fusioni e scissioni di società di capitali

Regola la fusione per incorporazione e quella mediante costituzione di una nuova società, indicando, tra l’altro, i requisiti minimi del progetto di fusione, la sua pubblicazione e approvazione da parte dell’assemblea generale. Importante è la garanzia della tutela dei diritti dei lavoratori delle società partecipanti alla fusione, che deve essere disciplinata in conformità a quanto disposto dalla Direttiva 2001/23/CE. Vengono poi dettate norme per la tutela degli interessi dei creditori, degli obbligazionisti e dei portatori di titoli diversi dalle azioni, forniti di diritti speciali.

Ritorna anche in questo caso l’atto pubblico per i verbali delle assemblee generali che deliberano la fusione e il contratto di fusione posteriore a tali assemblee qualora “la legislazione di uno Stato membro non prevede per le fusioni un controllo preventivo di legittimità, giudiziario o amministrativo, ovvero se tale controllo non verte su tutti gli atti necessari alla fusione.” In questo caso, “il notaio o l’autorità competente a redigere l’atto pubblico verificano e certificano l’esistenza e la legittimità degli atti e delle formalità che devono essere compiuti dalla società per la quale esplicano la propria funzione di notaio o di autorità competente, nonché del progetto di fusione.”

Gli articoli 118 e seguenti dettano la disciplina per le fusioni transfrontaliere, ovvero le fusioni “di società di capitali costituite in conformità della legislazione di uno Stato membro e aventi la sede sociale, l’amministrazione centrale o il centro di attività principale nell’Unione, a condizione che almeno due di esse siano soggette alla legislazione di Stati membri diversi.”

Infine gli articoli 135 e seguenti regolano le scissioni di società per azioni.

3) Titolo III: Disposizioni finali

Si richiede che il trattamento dei dati personali nell’ambito della Direttiva sia disciplinato in conformità a quanto disposto in materia.

Inoltre, “entro l’8 giugno 2022, la Commissione pubblica una relazione sul funzionamento del sistema di interconnessione dei registri, esaminando in particolare il suo funzionamento tecnico e gli aspetti finanziari. Tale relazione potrà essere corredata, se opportuno, di proposte di modifica della presente Direttiva relative al sistema di interconnessione dei registri.”

Direttiva (UE) 2017/1132 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2017

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