Conciliazione giudiziale e mediazione: quali esenzioni fiscali?

Aggiornamento: 24 ott

Prima pubblicazione: 13 ottobre 2017. Aggiornamento: 24 ottobre 2026.
Il giudice propone un accordo per chiudere la causa: si applicano automaticamente le agevolazioni fiscali della mediazione? La risposta richiede una distinzione. Conciliazione giudiziale e accordo raggiunto in mediazione sono strumenti diversi e non condividono indistintamente soglie ed esenzioni.
La proposta del giudice non è una mediazione
L’articolo 185-bis c.p.c. disciplina la proposta transattiva o conciliativa del giudice. L’eventuale accordo va esaminato per contenuto, forma e sede in cui viene perfezionato. La sola presenza di una proposta giudiziale non trasforma il procedimento in una mediazione ai sensi del d.lgs. 28/2010.
Le agevolazioni vanno ricondotte alle rispettive disposizioni, verificando anche eventuali regimi speciali della materia. Il confronto deve riguardare il costo effettivo e gli effetti dell’intesa, oltre alla sua utilità per chiudere la controversia.
L’esenzione dei verbali di conciliazione giudiziale
L’articolo 9, comma 9, della legge 488/1999 prevede l’esenzione dall’imposta di registro per i processi verbali di conciliazione di valore non superiore a cento milioni di lire, pari a 51.645,69 euro. Occorre che si tratti di un verbale riconducibile alla fattispecie agevolata: non ogni transazione privata beneficia dell’esenzione solo perché esiste una causa.
Se il valore supera la soglia, non si deve applicare per analogia il meccanismo dell’esenzione sulla sola parte iniziale previsto per la mediazione. Base imponibile, disposizioni contenute nell’atto e imposte dovute richiedono un esame specifico.
La diversa soglia della mediazione
L’articolo 17 del d.lgs. 28/2010, nel testo vigente, prevede l’esenzione dall’imposta di registro del verbale e dell’accordo di conciliazione entro il limite di valore di 100.000 euro; per la parte eccedente l’imposta è dovuta. Il precedente riferimento a 50.000 euro non rappresenta quindi la soglia attuale.
Questo regime riguarda l’accordo nel procedimento di mediazione. Non è sufficiente chiamare «mediazione» una trattativa o una transazione per ottenere il beneficio.
Trasferimenti immobiliari e altri tributi
Se l’intesa trasferisce immobili o costituisce diritti reali, vanno verificati anche forma dell’atto, autenticazione, trascrizione, imposte ipotecaria e catastale ed eventuali agevolazioni specifiche. Un’esenzione dall’imposta di registro non equivale all’assenza di ogni costo o tributo. Anche la qualificazione delle somme può incidere sull’IVA.
Verificare il costo effettivo dell’accordo
Prima di accettare, occorre leggere la proposta completa e stabilire valore, prestazioni, ripartizione di spese e imposte e modalità di esecuzione. Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella può assisterti nella valutazione e nella redazione dell’intesa, coordinando le verifiche notarili e fiscali necessarie.























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