top of page

Condotte riparatorie e assegno: quando il pagamento estingue il reato

di Alessio Scarcella (Consigliere della Corte di
12 apr 2018
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 ott


Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Consegnare un assegno alla persona offesa non garantisce, da solo, l’estinzione del reato per condotte riparatorie. L’articolo 162-ter richiede che la riparazione sia effettivamente realizzata e che sussistano tutti i presupposti previsti dalla legge.


Quando si applica l’articolo 162-ter


L’istituto riguarda i reati procedibili a querela soggetta a remissione, con le esclusioni di legge. Non si applica agli atti persecutori dell’articolo 612-bis. La qualificazione del fatto, le aggravanti e le condizioni della persona offesa possono incidere sulla procedibilità.


Riparazione integrale e tempi


Entro il termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado l’imputato deve avere riparato interamente il danno mediante restituzioni o risarcimento e avere eliminato, ove possibile, le conseguenze dannose o pericolose. Il giudice ascolta le parti e la persona offesa.


La norma consente un ulteriore termine, non superiore a sei mesi, quando l’interessato dimostri di non avere potuto adempiere per una causa non imputabile. Non è una proroga automatica per chi abbia soltanto atteso l’udienza.


L’assegno salvo buon fine


Nel precedente commentato nella versione originaria, Cassazione penale n. 8182 del 2018, la dichiarazione della persona offesa subordinata al buon fine dell’assegno non dimostrava una riparazione già perfezionata. Occorre quindi conservare anche la prova dell’esito del pagamento, oltre alla quietanza e all’accordo.


Bonifico disposto, accredito, incasso e mera promessa hanno significati diversi. Anche l’entità della somma deve essere adeguata al danno: il giudice non si limita a prendere atto del nome attribuito dalle parti al versamento.


Se la persona offesa non accetta


L’articolo 162-ter contempla anche l’offerta reale nelle forme del Codice civile, non accettata dalla vittima, se il giudice ritiene congrua la somma. Una proposta informale non coincide necessariamente con un’offerta reale. La remissione della querela, quando possibile, costituisce invece una diversa causa di estinzione.


Fonti e approfondimenti



Assistenza dello Studio


Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella offre assistenza nella valutazione degli atti e delle scelte difensive. Per esaminare il tuo caso, contatta lo Studio e indica le eventuali udienze o scadenze già fissate.




Commenti


bottom of page