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Documento falso: quando è reato e come contestarlo in giudizio

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
11 lug 2018
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 18 ott

Prima pubblicazione: 11 luglio 2018. Revisione del contenuto: 18 ottobre 2026.

Trovi una firma che non riconosci su un contratto, oppure la controparte produce un documento che ritieni alterato. La prima scelta non è soltanto se presentare una denuncia: occorre capire quale documento viene usato, che cosa si contesta e se esiste già un processo. Il rimedio penale e la contestazione della prova in sede civile seguono regole diverse.

Documenti e contestazione della loro autenticità

Il documento falso è sempre un reato?

No. La qualificazione dipende dalla natura del documento, dalla condotta e dal suo utilizzo. Il decreto legislativo n. 7/2016 ha abrogato, tra gli altri, l’articolo 485 del codice penale sulla falsità in scrittura privata. L’articolo 482, invece, non è la norma abrogata sul comune falso in scrittura privata: riguarda specifiche falsità materiali commesse dal privato.

La riforma non ha reso lecita qualsiasi falsificazione. Per le condotte sulle scritture private indicate dall’articolo 4 del decreto, in presenza dei relativi presupposti, possono operare il risarcimento del danno e una sanzione pecuniaria civile. Chiamarla genericamente «sanzione amministrativa» è inesatto.

Scritture private, atti pubblici e documenti particolari

Un contratto tra privati va distinto da un atto pubblico, da una certificazione e dai documenti soggetti a specifiche disposizioni penali. Anche il fatto che un documento sia formato o utilizzato da un privato non basta a ricondurlo alla disciplina delle comuni scritture private.

Restano inoltre da verificare eventuali altri reati collegati all’utilizzo del falso, come una truffa, quando ne ricorrano tutti gli elementi. Non è corretto concludere né che qualsiasi firma falsa porti necessariamente a un procedimento penale, né che ogni falsificazione tra privati sia priva di rilevanza penale.

Firma non propria: quando si usa il disconoscimento

Nel processo civile, la parte contro cui è prodotta una scrittura privata deve valutare il disconoscimento della propria sottoscrizione secondo gli articoli 214 e 215 del codice di procedura civile. La contestazione deve essere tempestiva e chiara; l’inerzia può determinare conseguenze sul riconoscimento del documento.

Se chi ha prodotto la scrittura vuole continuare ad avvalersene, può rendersi necessaria la verificazione prevista dall’articolo 216. Il meccanismo va distinto dalla semplice contestazione di una copia rispetto all’originale e dalla contestazione del contenuto di un documento autentico. Una perizia grafologica, quando utile, deve essere inserita nella corretta strategia processuale.

La querela di falso civile è diversa dalla querela penale

La querela di falso disciplinata dagli articoli 221 e seguenti del codice di procedura civile serve a contestare la particolare efficacia probatoria del documento nei casi in cui questo rimedio è necessario. Può riguardare, ad esempio, la provenienza o determinate attestazioni assistite da pubblica fede. Non ogni affermazione inesatta contenuta in un atto richiede però una querela di falso.

L’atto ha requisiti propri, compresa l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità; se la parte agisce tramite un procuratore è richiesta la procura speciale. Non va confuso con una denuncia o una querela diretta a far accertare un reato. Il riferimento principale per il rimedio civile è l’articolo 221 c.p.c., non l’articolo 537 c.p.p.

La denuncia blocca la causa o il decreto ingiuntivo?

Non automaticamente. Se il documento è usato in un giudizio, occorre adottare anche le difese processuali appropriate e rispettare i termini di quel procedimento. Una denuncia non sostituisce l’opposizione a un decreto ingiuntivo, il disconoscimento o un’eventuale richiesta di sospensione al giudice competente.

Che cosa fare appena scopri il documento

Conserva l’originale, se disponibile, e il messaggio o l’atto con cui lo hai ricevuto. Non scrivere sul documento e non modificarne il file. Raccogli la cronologia dei fatti, le comunicazioni collegate e gli atti giudiziari già notificati. Per una firma contestata possono essere utili documenti sicuramente autentici, da selezionare con il difensore.

Se sono coinvolti un contratto, un pagamento o un provvedimento giudiziario, segnala subito la data di ricezione. La valutazione deve tenere distinti autenticità, contenuto, danno e rimedi: accusare qualcuno senza avere chiarito questi punti può rendere più difficile la gestione della controversia.

Valutare il rimedio corretto con lo Studio

L’Avv. Umberto Giovannoni e lo Studio Legale Giovannoni & Bettella possono esaminare il documento e gli atti della controversia, a Padova e online, per valutare le iniziative civili e gli eventuali profili penali. Nel primo contatto indica il tipo di documento e le scadenze; concorda con lo Studio il canale adatto per trasmettere materiale riservato.

Riferimenti normativi

Decreto legislativo n. 7/2016, articoli 1, 3 e 4; codice penale, articoli 476 e seguenti; codice civile, articoli 2700 e 2702; codice di procedura civile, articoli 214–216 e 221 e seguenti. Il rimedio dipende dal documento e dalla fase processuale.

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