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Errore di fatto e revocazione: quando la sentenza può essere corretta

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
5 ott 2018
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 ott


Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


La revocazione per errore di fatto riguarda una svista nella percezione degli atti, decisiva per la sentenza. Non consente di ottenere una nuova valutazione di ciò che il giudice ha già esaminato. La distinzione, chiarita anche dalle Sezioni Unite n. 23306 del 16 novembre 2016, resta essenziale per scegliere il rimedio corretto.


Che cos’è una svista percettiva?


L’art. 395, n. 4, c.p.c. considera il caso in cui la decisione presupponga un fatto la cui esistenza è incontestabilmente esclusa dagli atti, oppure neghi un fatto che gli atti stabiliscono positivamente. Il contrasto deve emergere con immediatezza, senza nuove indagini o complesse ricostruzioni.


Il fatto deve essere decisivo e non controverso


La svista deve avere determinato la decisione: se l’esito rimarrebbe identico, il requisito della decisività manca. Inoltre il fatto non deve aver costituito un punto controverso sul quale la sentenza si è pronunciata. Una questione discussa e risolta mediante valutazione non si trasforma in errore revocatorio soltanto perché una parte contesta la soluzione.


Un esempio utile per distinguere


Supporre assente un documento regolarmente acquisito può integrare una svista, se tutti gli altri requisiti sono presenti. Leggere il documento e attribuirgli un significato diverso da quello sostenuto dalla parte riguarda invece, normalmente, il giudizio. Anche il mancato richiamo di un documento nella motivazione non dimostra da solo che il giudice ne abbia ignorato l’esistenza.


Quali errori restano fuori?


Non sono di per sé errori revocatori l’interpretazione di una norma, la scelta tra orientamenti giurisprudenziali, la valutazione dell’attendibilità di un testimone o la ricostruzione ragionata di una vicenda. Per tali censure occorre verificare se sia disponibile un diverso mezzo d’impugnazione e se i relativi termini siano ancora aperti.


Come si verifica il caso concreto


Bisogna mettere a confronto il passaggio esatto della sentenza e l’atto che lo smentirebbe, dimostrare il nesso con l’esito e verificare che il punto non fosse controverso. Non basta riprodurre le difese già rigettate. Per le pronunce della Cassazione si applica anche la disciplina dell’art. 391-bis c.p.c., con termini e limiti propri.


Fonti e guida generale




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