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Figli di genitori separati: la Carta che li tutela










Il 2 ottobre 2018, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha presentato una nuova Carta, dedicata ai figli dei genitori separati. Ispirandosi alla Convenzione di New York del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, evidenziata l’importanza assegnata alla famiglia nella vita di ogni bambino e adolescente, come “unità fondamentale della società e di un ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli”.


Sono moltissimi, infatti, i diritti dei minori incentrati nella famiglia, contenuti nel richiamato documento del 1989:


di preservare le relazioni familiari (art. 8),

di non essere separato dai genitori (art. 9),

di mantenere rapporti regolari e frequenti con ciascuno di essi, anche se risiedono in stati diversi (art. 10),

di esprimere liberamente la propria opinione nelle questioni che lo riguardano e di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa (art. 12).


Mentre la Costituzione italiana, nel Titolo II, dedica alla famiglia gli articoli:

– 29,

– 30,

– 31.

Nel preambolo della Carta, viene rilevato che nel momento in cui si parla di separazione, i riferimenti non possono essere limitati agli aspetti giuridici, bensì la necessità di riorganizzazione, i contrasti, i cambiamenti, i problemi legati alla sfera economica, possono distogliere l’attenzione dalle esigenze e dai diritti dei figli. Per tale motivo l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza afferma di aver realizzato la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, che rappresenta anche il frutto di quanto emerso dal coinvolgimento di esperti, associazioni, persone di minore di età. La Carta enuncia diritti e principi di abilità etica, finalizzati a sostenere la centralità dei figli proprio nel momento della crisi dei genitori.

L’obiettivo primario è, pertanto, quello di rendere consapevoli i figli dei loro diritti e di contribuire alla crescita culturale dei genitori e, più in generale, della società, al fine di garantire il rispetto dei diritti di cui sono portatori i minorenni.

La Carta, quindi, è rivolta anzitutto a bambini e a ragazzi, ma al contempo coinvolge una ulteriore e vasta platea di destinatari:

— genitori,

— giudici,

— avvocati,

— professionisti del settore sanitario e psicosociale,

— adulti di riferimento.

Per venire incontro alle esigenze della società in evoluzione, nonché di poter diffondere la Carta oltre i confini nazionali, è stata realizzata la traduzione in differenti lingue.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, per realizzare la Carta in esame, ha costituito una Commissione, che si è avvalsa di esperti negli ambiti:

— giuridico,

— sociale,

— psicologico,

— pedagogico.

Tra le tematiche trattate durante la stesura, si è fatto riferimento a:

— bi-genitorialità,

— comportamenti che i genitori, auspicabilmente, dovrebbero adottare nella separazione,

— condotte da evitare,

— esigenze dei figli tenendo conto dell’età dei medesimi,

— necessità di ascoltarli e di restituire loro l’esito delle decisioni assunte dopo l’ascolto,

— partecipazione alla riorganizzazione della vita familiare,

— necessità, o meno, di imboccare un percorso di mediazione familiare.

L’articolato si compone di 10 diritti e, conformemente alle intenzione dell’Autorità promotrice, dovrebbe rappresentare uno strumento di tutela e protezione dei bambini e dei ragazzi coinvolti nell’esperienza della separazione, attraverso l’utilizzo di un linguaggio snello, sintetico, chiaro ed efficace, utilizzabile direttamente da loro, nella finalità di rendere consapevoli, i genitori, della necessità di mantenere inalterata la centralità del figlio nell’edificazione, comune, del nuovo ordine familiare.

Il decalogo.

I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti. Consegue che hanno il diritto:

— di essere liberi di continuare a voler bene ad entrambi i genitori,

— di manifestare il loro amore senza paura di ferire o di offendere l’uno o l’altro,

— di conservare intatti i loro affetti, di restare uniti ai fratelli, di mantenere inalterata la relazione con i nonni, di continuare a frequentare i parenti di entrambi i rami genitoriali e gli amici.

I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età. I figli hanno il diritto:

— alla spensieratezza e alla leggerezza,

— di non essere travolti dalla sofferenza degli adulti,

— di non essere trattati come adulti, di non diventare i confidenti o gli amici dei loro genitori, di non doverli sostenere o consolare,

— di sentirsi protetti e rassicurati, confortati e sostenuti dai loro genitori nell’affrontare i cambiamenti della separazione.

I figli hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori. Pertanto, hanno il diritto:

— di non essere coinvolti nella decisione della separazione e di essere informati da entrambi i genitori, in modo adeguato alla loro età e maturità, senza essere caricati di responsabilità o colpe, senza essere messi a conoscenza di informazioni che possano influenzare negativamente il rapporto con uno o entrambi i genitori,

— di non subire la separazione come un fulmine, né di essere inondati dalle incertezze e dalle emozioni dei genitori,

— di essere accompagnati dai genitori a comprendere e a vivere il passaggio ad una nuova fase familiare.

I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti. Quindi, i figli hanno il diritto:

— di essere ascoltati prima di tutto dai genitori, insieme, in famiglia,

— di poter parlare sentendosi accolti e rispettati, senza essere giudicati,

— di essere arrabbiati, tristi, di stare male, di avere paura e di avere incertezze, senza sentirsi dire che “va tutto bene”. In particolare, pure nelle separazioni più serene i figli possono provare questi sentimenti e hanno il diritto di esprimerli.

I figli hanno il diritto di non subire pressioni da parte dei genitori e dei parenti. Consegue che i figli hanno il diritto:

— di non essere strumentalizzati, di non essere messaggeri di comunicazioni e richieste esplicite o implicite rivolte all’altro genitore,

— di non essere indotti a mentire e di non essere coinvolti nelle menzogne.

I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori. Pertanto, i figli vantano il diritto:

— che le scelte più importanti su residenza, educazione, istruzione e salute continuino ad essere prese da entrambi i genitori di comune accordo, nel rispetto della continuità delle loro abitudini,

— che eventuali cambiamenti tengano conto delle loro esigenze affettive e relazionali.

I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori. Quindi, i figli hanno il diritto:

— di non assistere e di non subire i conflitti tra genitori,

— di non essere costretti a prendere le parti dell’uno o dell’altro,

— di non dover scegliere tra loro,

— di non essere costretti a schierarsi con uno o con l’altro genitore e con le rispettive famiglie.

I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi. Discende che:

— hanno bisogno di tempo per elaborare la separazione, per comprendere la nuova situazione, per adattarsi a vivere nel diverso equilibrio familiare,

— hanno bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti, per accettare i nuovi fratelli, i nuovi partner e le loro famiglie,

— vantano il diritto di essere rassicurati rispetto alla paura di perdere l’affetto di uno o di entrambi i genitori, o di essere posti in secondo piano rispetto ai nuovi legami dei genitori.

I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche. Il diritto in questione si esplica:

— nel diritto di non essere coinvolti nelle decisioni economiche e che entrambi i genitori contribuiscano adeguatamente alle loro necessità,

— nel diritto di non sentire il peso del disagio economico del nuovo equilibrio familiare, e di non subire ingiustificati cambiamenti del tenore e dello stile di vita familiare, di non vivere forme di violenza economica da parte di un genitore.

I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano. Tale diritto si articola:

— nel diritto di essere ascoltati, ma le decisioni devono essere assunte dai genitori o, in caso di disaccordo, dal giudice,

— nel diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni prese, in particolare quando divergenti rispetto alle loro richieste e ai desideri manifestati,

— nel diritto di ricevere spiegazioni non contrastanti da parte dei genitori.

Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, La carta dei diritti dei figli

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