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Esecuzione immobiliare: cosa accade se resta solo Agenzia Entrate-Riscossione

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
26 apr 2019
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 17 ott

Revisione del contenuto: 17 ottobre 2026.


Immagine dell'articolo sull'esecuzione immobiliare e sulla riscossione

La banca accetta un accordo e rinuncia al pignoramento della casa. Nel fascicolo, però, è intervenuta Agenzia delle entrate-Riscossione. È sufficiente pagare la banca per fermare la vendita? La risposta richiede l'esame della procedura: rinuncia del creditore originario, estinzione del processo e limiti dell'azione esattoriale sono questioni collegate, ma distinte.


Unica abitazione: quali condizioni contano


L'art. 76 del D.P.R. 602/1973 limita l'espropriazione immobiliare da parte dell'agente della riscossione. La tutela riguarda l'unico immobile di proprietà del debitore, adibito a uso abitativo e nel quale egli risiede anagraficamente, con esclusione delle abitazioni di lusso e, comunque, delle categorie catastali A/8 e A/9. La formula corrente «prima casa» può quindi trarre in inganno: non basta aver acquistato con l'agevolazione fiscale.


Negli altri casi la norma richiede, fra l'altro, un credito complessivo superiore a 120.000 euro e il decorso di almeno sei mesi dall'iscrizione ipotecaria senza estinzione del debito. Va verificato anche il limite relativo al valore degli immobili al netto delle passività ipotecarie prioritarie. Queste condizioni riguardano l'azione dell'agente della riscossione: non costituiscono un divieto generale di espropriazione opponibile a una banca o a qualsiasi altro creditore privato.


Intervento e prosecuzione non sono la stessa cosa


L'art. 76 fa salva la facoltà di intervento ai sensi dell'art. 499 c.p.c. L'agente può dunque partecipare a un'esecuzione promossa da altri anche quando non ricorrano i presupposti per iniziarla autonomamente. Se il procedente rinuncia, bisogna poi accertare chi rimane nel processo, con quale titolo e con quali poteri di impulso.


È su questo passaggio che si concentra la possibile difesa del debitore: la facoltà di partecipare al riparto non può essere confusa, senza ulteriori verifiche, con il potere di sostenere da solo la vendita. Non è però corretto concludere che ogni rinuncia della banca comporti automaticamente l'improcedibilità. Occorre leggere gli interventi, gli atti di surroga eventualmente notificati e i provvedimenti già pronunciati, considerando anche la fase raggiunta dalla vendita.


La Cassazione del 2024: una precisazione utile


L'ordinanza della Cassazione, sezione tributaria, n. 32759 del 16 dicembre 2024 ha esaminato una vicenda nella quale l'agente della riscossione era intervenuto in una procedura promossa da un condominio, dichiarando poi di volersi surrogare al procedente. La Corte ha cassato con rinvio su due motivi, richiamando la tutela dell'unico immobile abitativo e il precedente n. 19270/2014 sulle procedure esattoriali pendenti al 21 agosto 2013.


Il provvedimento impone attenzione ai requisiti concreti e alla disciplina temporale. Non equivale a una decisione che dichiari estinte tutte le esecuzioni in cui resti soltanto l'agente della riscossione: l'accertamento dei fatti era rimesso al giudice di merito.


Cosa verificare prima di concludere un accordo


  • Visura del fascicolo esecutivo: creditore procedente, intervenuti, titoli e richieste di vendita.

  • Accordo con la banca e contenuto della rinuncia: il pagamento deve essere coordinato con gli adempimenti processuali.

  • Visure catastali e ipotecarie, residenza anagrafica e consistenza delle proprietà del debitore.

  • Importi effettivamente azionati, notifiche degli atti della riscossione, eventuali sospensioni e stato della vendita.


Un accordo che salda soltanto uno dei creditori può lasciare aperta la procedura. La difesa deve quindi valutare prima della firma se vi siano i presupposti per chiedere un provvedimento del giudice e quali siano il rimedio e i termini applicabili. La contestazione non sospende da sola la vendita.


Aggiornamento normativo e assistenza


Alla data di questa revisione, il nuovo Testo unico in materia di versamenti e riscossione, D.Lgs. 33/2025, ha applicazione differita al 1° gennaio 2027. Per le procedure occorre verificare il testo applicabile e le disposizioni transitorie, senza anticipare le nuove numerazioni.


Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella di Padova può esaminare il fascicolo esecutivo e la documentazione della riscossione per valutare le difese e coordinare un eventuale accordo con i creditori. Per un primo esame sono utili il pignoramento, gli atti di intervento e l'ultimo provvedimento del giudice.



Fonti verificate




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