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Il contratto di comodato gratuito

Affittare una casa è lo scopo di molti cittadini che per qualche ragione non hanno sufficienti mezzi per comprarne una. Tuttavia, esiste un altro modo per godere dei vantaggi di avere un’abitazione, ma senza diventarne il proprietario. In questo articolo, si parlerà infatti del comodato d’suo gratuito casa. Dopo aver delineato i ruoli, i diritti e i doveri che comporta la stipula di un contratto di comodato d’uso, si procederà a trattare non solo dei pagamenti di tasse, sia statali che municipali che quelle da effettuare presso l’Agenzia delle Entrate. Ma si accennerà anche a delle agevolazioni in caso di legami familiari molto stretti tra i sottoscrittori del suddetto contratto. Cos’è il comodato d’uso gratuito Questa misura può rivelarsi una valida alternativa, se non si ha sufficienti mezzi per acquistare una casa. Ma attenzione. Benché si tratti di una modalità di affitto gratuito, non si tratta di un passaggio di proprietà vero e proprio. Il comodato d’uso è infatti un contratto che due parti stipulano perché il comodato, ovvero chi riceve le chiavi della casa del proprietario, detto comodante, possa godere della proprietà, con annessi diritti e doveri. Questo contratto è molto diffuso non solo in ambito privato, come si vedrà tra poco, ma anche in ambito professionale, come nel caso delle imprese e dei professionisti che usano macchinari e attrezzature (fonti: MetLife e Fiscomania). L’articolo numero 1803 del Codice Civile regolamenta il comodato d’suo gratuito casa sotto ogni suo aspetto. In aggiunta, degli ulteriori approfondamenti giungono dalla sentenza della Corte di Cassazione numero 8627 del 28 marzo 2019. Questa tipologia di contratto, in genere, non comporta alcuna spesa, eccezion fatta che per le tasse municipali e statali distribuite tra le due parti. Tuttavia, entrambe le parti possono stipularne uno di tipo modale oppure oneroso. A patto che le spese non siano talmente eccessive da rendere nulla la natura di un comodato d’uso gratuito. I comodati d’uso sia modali che onerosi sono anch’essi regolamentati dall’articolo numero 1803 del Codice Civile (fonte: MetLife, Fiscomania e Altalex). Diritti e doveri Il comodatario, all’atto della stipula del comodato d’suo gratuito casa, deve custodire e mantenere la proprietà in condizioni soddisfacenti. Non può utilizzarla per uno scopo differente da quello che è stato stabilito all’atto della registrazione del contratto. Il comodatario è tenuto a risarcire gli eventuali danni, ma può chiedere il rimborso per le spese straordinarie sostenute, a condizione che siano necessarie. Per esempio, se rompe un apparecchio televisivo, lo ripaga. Ma se la rete di distribuzione dell’impianto idrico necessita di essere riparata perché troppo vecchia e usurata (e quindi non c’è stata alcuna responsabilità da parte del comodatario), allora può farsi rimborsare la sua ristrutturazione (fonti: La Legge Per Tutti e Diritto Immobiliare). La persona che gode della proprietà cedutagli dal comodante non può trasferire i suoi diritti e doveri a una terza persona. A meno che il comodante non gli dia il permesso di farlo. Inoltre, deve restituirla quando il contratto scade, o quando il comodante glielo richiede. Se il comodante muore prima del termine del contratto a termine (dove la durata è stata stabilita da entrambe le parti), quest’ultimo non si estingue. Ma finisce quello precario (dove la durata non è stata stabilita). Se il comodato muore, il comodante può chiedere agli eredi o di restituire alla casa o di assolvere ai medesimi doveri del defunto (fonti: Diritto Immobiliare e Fiscomania). Pagamenti e agevolazioni Il comodatario non deve pagare l’IMU, il comodante sì. Questo perché il primo è titolare di un diritto di godimento e non di proprietà. In quanto tale, non ha l’obbligo di pagare le tasse statali e municipali sull’abitazione. Un discorso differente si fa invece per la Tasi e la Tari. Nel primo caso, il comodante e il comodatario si accordano sulla rispettiva quota da pagare. Il comodatario in particolare versa la sua parte in una misura tra il 10 e il 30% della somma complessiva. Nel secondo caso, il comodatario si fa carico dell’intero importo dalla Tari, dato che lui è il soggetto che sta occupando la casa (fonte: Diritto Immobiliare). Il comodato d’suo gratuito casa è un contratto che anche un padre e un figlio possono stipulare tra loro. Ma solo a condizione che la casa oggetto del comodato d’uso non sia una residenza di lusso. Ovvero non faccia parte di una delle seguenti categorie catastali: A/1, A/8 e A/9. In questo caso, la Legge numero 124 del 28 ottobre 2013 stabilisce delle agevolazioni per quanto riguarda il pagamento dell’IMU. Gli zii e i nipoti, così come i fratelli e le sorelle, possono sottoscrivere un comodato d’uso gratuito. Tuttavia, si trovano di fronte a criteri e modalità di applicazione agevolazione per quanto concerne l’IMU più stringenti (fonti: Diritto Immobiliare e Forexinfo). Scadenze In termini generali, entrambe le parti decidono la scadenza di un comodato d’uso. Tuttavia, se non la decidono, allora sottoscrivono un comodato precario. Questo significa che il comodante può richiedere la restituzione della sua abitazione in qualunque momento lo richieda. In ogni caso, il contratto del comodato, indipendentemente dai termini fissati o meno, deve essere registrato presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro una ventina di giorni dalla data della sua sottoscrizione. Bisogna pagare un’imposta fissa di 168,00 euro, a prescindere dalla durata e dalla tipologia del contratto. Se il contratto è stato stipulato oralmente, non è necessario procedere alla registrazione (fonti: Vorrei, Diritto Immobiliare e La Legge Per Tutti). Il comodato d’suo gratuito casa: sintesi Grazie a questa tipologia di contratto, chiunque può godere dell’usufrutto di una casa messa a disposizione del proprietario. Tuttavia, non ne eredita la proprietà. E se è esentato dall’IMU, è comunque tenuto a pagare la Tasi in forma parziale e la Tari del tutto. Se causa dei danni, li ripaga. Se ci sono delle infrastrutture che necessitano di riparazioni o ristrutturazioni, può richiedere un rimborso per le spese sostenute. Il comodato d’uso è un contratto che anche dei parenti possoo stipulare, ma ci sono più restrizioni per zii e nipoti e fratelli e sorelle che per i padri e i figli. Infine, il contratto può scadere a una determinata o essere precario, in mancanza di date di scadenza.


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