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Pignoramento del conto: accrediti successivi, stipendio e pensione

(Altalex
28 apr 2022
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 13 ott

Banconote legate da una catena e un lucchetto, sul tema del blocco delle somme.

Prima pubblicazione: 28 aprile 2022. Aggiornamento redazionale: 13 ottobre 2026.

Il conto era vuoto quando è stato notificato il pignoramento e ora deve arrivare un bonifico? Il saldo iniziale pari a zero non garantisce che il nuovo accredito resti libero. Occorre verificare fase della procedura, dichiarazione della banca, importo del vincolo e provenienza del denaro. Stipendi e pensioni hanno protezioni che non si applicano indistintamente a ogni bonifico.


La notifica non fotografa definitivamente il saldo


Dal giorno della notifica la banca è soggetta agli obblighi di custodia previsti dall’articolo 546 c.p.c., entro i limiti di legge. Il conto non è quindi protetto soltanto perché in quell’istante non presenta un saldo attivo.


La Cassazione, terza sezione civile, sentenza n. 21081 del 19 ottobre 2015, ha chiarito che può rilevare il credito esistente alla dichiarazione positiva del terzo e che l’inesistenza alla notifica non rende per ciò solo nullo il pignoramento. Ha considerato anche gli incrementi intervenuti fino all’udienza dell’articolo 543, entro il limite di custodia. La vicenda riguardava una dichiarazione bancaria e la successiva ordinanza di assegnazione contestata dal terzo.


La precedente spiegazione concentrata soltanto sul periodo «prima della dichiarazione» era incompleta. Non significa però che ogni somma futura, senza limite e per sempre, sarà assegnata al creditore. Vanno controllati atti, andamento della procedura e provvedimenti del giudice, oltre alle eventuali cause di inefficacia o estinzione.


Quanto può essere vincolato: il limite attuale dell’articolo 546


Il limite di custodia non coincide automaticamente con l’intero saldo né con la sola somma indicata nel precetto. La disciplina, modificata nel 2024, prevede l’importo precettato aumentato di 1.000 euro per crediti fino a 1.100 euro; di 1.600 euro per crediti da 1.100,01 a 3.200 euro; della metà per quelli superiori a 3.200 euro.


Questo è un limite del vincolo, non una maggiorazione del debito da pagare in ogni caso. Occorre considerare anche altri pignoramenti e l’eventuale concorso di creditori. Se la banca ha bloccato più del consentito, servono un conteggio e una richiesta mirata: non basta che il saldo disponibile nell’app sia diverso da quello contabile.


Stipendio e pensione: conta quando avviene l’accredito


L’articolo 545 c.p.c. distingue le somme da lavoro e da pensione accreditate prima del pignoramento da quelle accreditate alla data della notifica o successivamente. Nel primo caso è protetto un importo pari al triplo dell’assegno sociale; nel secondo si applicano i limiti richiamati dalla norma e dalle disposizioni speciali.


Per i crediti ordinari, lo stipendio è di regola pignorabile nella misura di un quinto. Per la pensione rileva anche il minimo impignorabile dell’articolo 545, settimo comma: doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con minimo di 1.000 euro, e limiti sulla parte eccedente. Crediti alimentari e riscossione tributaria possono seguire regole diverse.


Non usare una sola cifra di «minimo vitale» per tutte le situazioni: assegno sociale, momento dell’accredito, tipo di reddito e natura del credito vanno ricostruiti. Un bonifico di un familiare o il ricavato di una vendita non diventano stipendio perché destinati alle spese quotidiane.


Dichiarazione della banca e contestazioni


Nella dichiarazione dell’articolo 547 la banca comunica di quali somme sia debitrice e gli altri elementi richiesti. I dati devono essere confrontati con estratti conto, date contabili, provenienza degli accrediti e ammontare del vincolo. Una dichiarazione negativa non autorizza da sola a considerare conclusa la procedura.


In caso di contestazioni o difficoltà nell’identificare il credito, l’articolo 549 oggi prevede l’accertamento del giudice dell’esecuzione, nel contraddittorio con il terzo, mediante ordinanza con gli effetti previsti dalla norma. La descrizione originaria di un necessario giudizio ordinario concluso con sentenza rifletteva un modello processuale precedente e va aggiornata.


Il pignoramento oltre i limiti dell’articolo 545 è parzialmente inefficace e il giudice può rilevarlo anche d’ufficio. Ciò non rende superfluo documentare subito la natura delle somme e verificare il rimedio appropriato, compresi i termini di eventuali opposizioni.


Documenti e primi passi utili


Raccogli atto di pignoramento, precetto e titolo, prove delle notifiche, estratti conto precedenti e successivi, dichiarazione del terzo, buste paga o cedolini pensione ed eventuale ordinanza di assegnazione. Chiedi alla banca una spiegazione dell’importo trattenuto e della sua base di calcolo.


Evita di considerare disponibili somme soltanto perché un’app consente ancora di visualizzarle. Un sollecito allo sportello non sospende la procedura: se è necessario l’intervento del giudice, va valutato tempestivamente con gli atti completi.


Fonti e approfondimenti



Consulta la guida sull’opposizione all’esecuzione e il servizio di contenzioso bancario a Padova.


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