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Usura nel mutuo: TEG, tasso soglia e interessi di mora

Immagine del redattore: Umberto Giovannoni
Umberto Giovannoni
16 set 2020
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 24 ott

Aggiornamento: 24 ottobre 2026.


Verifica della disciplina nel 2026


Per un’analisi svolta nel 2026 non si utilizza automaticamente il tasso soglia attuale su contratti precedenti. Occorre individuare trimestre, categoria e pattuizione rilevanti. Anche la domanda restitutoria richiede un conteggio distinto dalla sola verifica della clausola.



Come si verifica se un mutuo prevede interessi usurari? Non basta confrontare un generico TAEG con il tasso soglia né sommare automaticamente interessi corrispettivi e moratori. È necessario individuare il parametro di confronto corretto, le spese rilevanti e la disciplina vigente al momento della pattuizione.

Questo contributo aggiorna l’articolo pubblicato il 16 settembre 2020, originariamente firmato da Filomena Cosentino, avvocato delegato Adusbef, che commentava una decisione del Tribunale di Bari del 14 luglio 2020. La pronuncia di merito va letta nel suo contesto e alla luce degli orientamenti delle Sezioni Unite della Cassazione.

TAEG e TEG: perché non sono sempre intercambiabili

Il TAEG, o indicatore sintetico del costo del credito nei contesti previsti, esprime il costo complessivo dell’operazione secondo le regole di trasparenza applicabili. Il TEG rilevante per il confronto antiusura segue invece i criteri di rilevazione previsti dalla disciplina e dalle istruzioni della Banca d’Italia per la categoria di operazione considerata. Le due grandezze non possono essere automaticamente considerate identiche.

La verifica richiede un confronto omogeneo tra il tasso effettivo del finanziamento, calcolato secondo i criteri pertinenti, e il tasso soglia applicabile alla categoria e al periodo. Non tutte le spese riportate nel contratto entrano necessariamente nello stesso modo nel calcolo.

Il caso del Tribunale di Bari del 14 luglio 2020

Nella vicenda descritta dall’articolo originario, il mutuatario aveva contestato il costo di un mutuo fondiario e il Tribunale, sulla base di una consulenza tecnica contabile, aveva accolto parzialmente le doglianze, rideterminando il debito residuo. Il commento del 2020 riferiva una particolare ricostruzione del costo del finanziamento e delle conseguenze della ritenuta usurarietà.

Si tratta dell’esito di una specifica controversia, non di una regola secondo cui ogni superamento ottenuto sommando voci eterogenee renda automaticamente gratuito il mutuo.

Gli interessi di mora sono soggetti alla disciplina antiusura?

Sì. Cass., Sezioni Unite, 18 settembre 2020, n. 19597 ha confermato l’applicabilità della disciplina antiusura anche agli interessi moratori, chiarendo la necessità di verificare la relativa soglia secondo i criteri appropriati. Gli interessi di mora e quelli corrispettivi hanno funzioni diverse e non si sommano aritmeticamente in ogni caso per verificare il superamento della soglia.

Che cosa succede se la mora è usuraria

Secondo le Sezioni Unite n. 19597/2020, quando la clausola relativa agli interessi moratori risulta usuraria, non ne deriva automaticamente la nullità degli interessi corrispettivi lecitamente pattuiti. In presenza dei presupposti individuati dalla sentenza, la mora non è dovuta nella misura usuraria prevista dal contratto, ma opera il regime dell’art. 1224 c.c. con riferimento agli interessi corrispettivi leciti.

È quindi scorretto affermare che qualsiasi usurarietà della mora trasformi necessariamente l’intero finanziamento in un mutuo senza interessi. La situazione è diversa quando la contestazione riguarda direttamente gli interessi corrispettivi pattuiti e risultano integrati i presupposti dell’art. 1815, comma 2, c.c.

Penali, spese e altri oneri del mutuo

Per stabilire quali oneri rilevino nel calcolo antiusura bisogna esaminare la natura della voce, il collegamento con l’erogazione del credito e le regole di calcolo applicabili. Non è corretto sostenere in astratto che qualsiasi penale o costo eventuale debba essere sommato indiscriminatamente al tasso di interesse.

Ammortamento alla francese e capitalizzazione composta

La contestazione dell’usura deve essere distinta da quella relativa al piano di ammortamento. Cass., Sezioni Unite, 29 maggio 2024, n. 15130 ha escluso, per i mutui a tasso fisso con ammortamento alla francese standardizzato tradizionale, che la sola mancata indicazione della modalità di ammortamento e del regime di capitalizzazione composta determini nullità parziale per indeterminatezza dell’oggetto o violazione della trasparenza.

Questo principio non elimina la possibilità di contestare specifiche clausole o addebiti effettivamente illegittimi, ma impedisce di considerare automaticamente nullo un mutuo solo perché prevede il metodo di ammortamento alla francese.

Quali documenti servono per verificare il mutuo

Per una verifica attendibile sono necessari il contratto e i suoi allegati, il documento di sintesi, il piano di ammortamento, i conteggi della banca, le comunicazioni sulle variazioni dei tassi e la documentazione relativa agli eventuali inadempimenti. Occorre inoltre individuare la data della pattuizione e la corretta categoria del finanziamento ai fini della soglia antiusura.

Conclusioni

Le contestazioni in materia di usura richiedono una verifica tecnica e giuridica delle condizioni pattuite. Il caso del Tribunale di Bari del 2020 mantiene interesse storico, ma le sue conclusioni non possono essere estese a ogni mutuo senza confrontarle con la disciplina e con la giurisprudenza successiva.

Lo Studio Legale Giovannoni & Bettella di Padova si occupa di diritto bancario, mutui, finanziamenti e opposizioni alle procedure esecutive. Per valutare una possibile contestazione è utile esaminare il contratto integrale e i conteggi disponibili.

Riferimenti: art. 1815, comma 2, c.c.; art. 644 c.p.; legge n. 108/1996; Cass., Sezioni Unite, n. 19597/2020; Cass., Sezioni Unite, n. 15130/2024; Tribunale di Bari, 14 luglio 2020, come descritto nel contributo originario.

Approfondimenti collegati

Nota editoriale: contributo originario di Filomena Cosentino, avvocato delegato Adusbef, pubblicato il 16 settembre 2020; aggiornamento redazionale a cura dello Studio Legale Giovannoni & Bettella.

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